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Pegacity, la comunità dal volto umano

21 Aprile 1999

Pegacity, la comunità dal volto umano

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Nata quattro anni fa, è una delle prime comunità virtuali italiane. Oggi conta quasi 6.000 "abitanti" e propone ai cittadini virtuali iniziative e servizi gratuiti.

Le comunità virtuali non sono ormai più una novità, e persino in Italia si stanno diffondendo a dismisura. Ma cos’è esattamente una comunità virtuale? Nella maggior parte dei casi la si intende come un provider che offre gratuitamente alcuni Mb di spazio per costruire la propria homepage, e magari altri servizi come l’e-mail, la web-chat o strumenti per costruire il proprio sito con pochi click del mouse.

Quanti però offrono quel contatto umano che dovrebbe essere sottinteso alla parola “comunità”? La maggioranza di questi server purtroppo si limita ad ospitare “case pagina”senza creare veramente l’atmosfera del villaggio globale. Infine, quanti si occupano di questi servizi solo per passione, senza pensare al profitto?

Da oltre quattro anni questo è l’obiettivo di Pegacity (http://www.pegacity.it/). Nata da un’idea di Claudio Abbà (Clay, il primo cittadino di Pegacity), che si rivolse al provider Areacom (http://www.areacom.it) per chiedere uno spazio gratuito per poter dare vita ad una città virtuale. L’idea incuriosì molto il provider e fu subito accordata la disponibilità. In tutto questo tempo la città si è notevolmente evoluta. Inizialmente contava solo poche decine di abitanti e tutte le “case pagina”venivano messe online manualmente dal Webmaster. Oggi conta quasi 6000 abitanti, è dotata di procedure automatiche, di una vera e propria anagrafe e di tantissime iniziative che offrono servizi gratuiti ai visitatori.

Ma cosa ha Pegacity di diverso rispetto ad altri siti simili che si trovano online? La prima cosa che salta all’occhio è la totale assenza di banner pubblicitari o di sponsor. Il cittadino che si costruisce la propria casetta non è obbligato a sciupare le proprie pagine con squallidi banner pubblicitari o finestre che si aprono per visualizzare sponsor. Tutto questo è possibile, per prima cosa, grazie al provider, che mette a disposizione lo spazio e tutte le procedure di automazione, senza richiedere nemmeno una lira. Inoltre tutti i collaboratori e i Responsabili dei rioni (Pegacity è infatti suddivisa per rioni, ognuno con un proprio settore: informatica, sport, giochi, arte ecc…) lavorano volontariamente senza trarne alcun guadagno.

Lo spazio offerto rispetto alle altre comunità non è molto: 1 Mb. Ma se una persona dimostra di avere un’idea interessante, che sia di pubblica utilità, può fare richiesta e ottenere così uno spazio personalizzato, più ampio, sempre che la sua attività sia no-profit e che si tratti di qualcosa che aiuti la città a crescere.

Un’altra cosa importante è il contatto umano e lo spirito di amicizia che si respira a Pegacity. In questa città virtuale non si sente parlare solo di bit&byte, ma sono presenti ampi spazi che trattano argomenti di tipo umanistico e culturale, oppure spazi in cui si parla di attualità. Il cittadino poi non è lasciato a se stesso nella sua casetta, ma può esprimersi pubblicamente utilizzando la mailing list della piazza, oppure comunicare con gli altri tramite la web-chat.

L’unico modo per farsi un’idea più completa di cosa sia Pegacity è andare a visitarla all’indirizzo: http://www.pegacity.it e, perchè no, diventarne cittadini, sicuri di ricevere un caloroso benvenuto.

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