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Pechino, sale a quattro il numero degli arresti di cyber-dissidenti

28 Gennaio 2003

Pechino, sale a quattro il numero degli arresti di cyber-dissidenti

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Le autorità cinesi hanno arrestato un docente universitario, con l'accusa di aver messo in rete alcuni suoi poemi e di aver firmato una petizione contro il regime comunista

Il 18 dicembre 2002, è stato arrestato un cittadino di 42 anni, con l’accusa di aver firmato una petizione contro le sentenze di condanna relative alle manifestazioni di Piazza Tienanmen, del 1989.

L’arrestato non si era limitato a firmare la petizione: aveva anche diffuso in rete alcuni articoli scritti e pubblicati all’estero, dopo che era stata proibita la pubblicazione dei suoi articoli su tutto il territorio cinese.

La Cina, come è noto, è uno di quei paesi in cui gli internauti non possono visitare i siti politicamente contrari al regime, né scambiarsi informazioni od opinioni che siano di critica nei confronti dello Stato.

Questo è il quarto arresto, in ordine di tempo, di dissidenti del regime, colpevoli di aver firmato la petizione menzionata e si aggiunge agli oltre trenta arresti di cui Amnesty International ha già chiesto la revoca, perché contrari alla libertà di espressione e di informazione, riconosciuta dalla Carta dei diritti dell’uomo.

L'autore

  • Annarita Gili
    Annarita Gili è avvocato civilista. Dal 1995 si dedica allo studio e all’attività professionale relativamente a tutti i settori del Diritto Civile, tra cui il Diritto dell’Informatica, di Internet e delle Nuove tecnologie.

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