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Pagati per navigare: i forzati dell’advertising

06 Luglio 1998

Pagati per navigare: i forzati dell’advertising

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Il nuovo urlo di battaglia degli esperti di Internet marketing sembra essere: compriamoci direttamente i consumatori. Non è una nuova forma di schiavismo, ma un modo per ribaltare i modelli della comunicazione pubblicitaria.

Ancora una volta Internet contribuisce a scardinare le regole della pubblicità. Ora siamo arrivati all’ultima rivoluzione: navigatori pagati per guardare la pubblicità. Si tratta di qualcosa di simile al servizio creato da una compagnia telefonica del nord Europa che offriva telefonate gratuite purché gli utenti, ogni tanto, fossero disponibili a sorbirsi uno spot pubblicitario.
I siti di questo genere sono due, di cui uno di produzione italiana. Ma prima di tutto cerchiamo di capire il ribaltamento di mentalità che questo sistema di comunicazione richiede.

Fino a ieri l’azienda o il comunicatore in generale, tendevano a bombardare il potenziale consumatore per ottenere in qualche modo la sua attenzione e il suo interesse. La spesa pubblicitaria veniva accuratamente pianificata per comprare spazi sui media su cui appiccicare la propria pubblicità. Poi gli analisti di settore potevano verificare quanto fosse costato loro raggiungere i propri clienti valutando il tanto citato costo per contatto. Ma ecco che qualcuno ha avuto la pensata per capovolgere il sistema. La prima domanda che si sono posti è stata: perché pagare un intermediario per raggiungere il nostro target finale? Paghiamo direttamente i consumatori. E con Internet si può fare tutto ciò. Praticamente si finanzia il navigatore perché investa il suo tempo (che notoriamente è denaro) per partecipare attivamente alla pubblicità.

Il capostipite di questa filosofia di comunicazione è Cybergold che offre mezzo dollaro per ciascun banner osservato. Occorre ovviamente registrarsi nel sito per fornire i propri dati, e soprattutto segnalare dove volete vi siano versati i vostri cyberdollari. Successivamente vi sarà assegnata una login per accedere al sistema che richiede solo l’utilizzo di un normale browser. E così se volete passare il vostro tempo a navigare, avete trovato un modo per farvi finanziare la vostra giornata da apparentemente sfaccendato in giro per le vetrine della Rete. Il problema è che per il momento possono utilizzare Cybergold solamente i residenti nell’America del Nord.

Ma niente paura perché anche dalla vostra poltrona di cybernavigatori italiani potete guadagnarvi da vivere, o almeno avere il rimborso dei vostri costi di connessione. È la proposta di Net Fraternity. Net Fraternity si presenta come un organizzazione non politica, non settaria, non profit. Su quest’ultimo punto lasciatemi manifestare i miei dubbi. In effetti leggendo la sua home page gli scopi di Net Fraternity sembrano molto idealistici come ad esempio rendere la connessione a Internet liberamente accessibile e priva di costo o accrescere la diffusione di ogni scibile umano disponibile in Internet, e promuovere la diffusione di ogni sapere, sociale, tecnologico, medico e culturale, per tutti…

Per utilizzare Net Fraternity è sufficiente un normale browser o un programma di chat o di Internet phone. Per verificare l’utilizzo della Rete sarà necessario installare un particolare software detto Netspot che si occupa anche di far comparire i messaggi pubblicitari durante la navigazione. Servizio e software sono ovviamente gratuiti, ma non solo: Net Fraternity rimborsa sia il costo dell’abbonamento al Provider calcolando come costo la tariffa media di abbonamento dei Provider presenti nello stato di residenza dell’utente e il costo di un’ora di connessione telefonica con tariffa ridotta calcolata nel paese di residenza dell’utente. Il rimborso dovrebbe avvenire mediante assegno inviato a casa. Netfraternity ha creato anche una sua moneta virtuale per consentire acquisti all’interno del circuito degli sponsor.

Come funzioni la moneta non c è ancora dato sapere., ma un Netcoin vale un dollaro americano e il sito spergiura che non c’è alcun obbligo di acquistare in rete ne’ di acquistare attraverso il meccanismo dei Netcoins. Presidente di Net Fraternity è il veneziano Alberto Vazzoler che presentandosi come un medico filantropo afferma che: “Internet e’ una grandissima fonte di informazione: navigando sulla rete infatti possiamo trovare la maggior parte delle conoscenze dell’umanità raggiunte nei più svariati ambiti della scienza, dell’arte e in generale delle tecnologie. Questa vasta quantità di nozioni e dati non deve quindi essere una fonte di profitto, ma una risorsa consultabile e alla portata di tutti…”.
Sembra una meraviglia per tutti gli idealisti, ma sarà poi così? Vedremo come andrà a finire, dato che il servizio ha iniziato a funzionare a regime dal primo giugno.

L'autore

  • Vittorio Pasteris
    Vittorio Pasteris è un giornalista italiano. Esperto di media, comunicazione, tecnologia e scienza, è stato organizzatore dei primi Barcamp italiani e collabora con il Festival del giornalismo di Perugia.

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