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P2P: condanne penali per pirati dilettanti

12 Maggio 2004

P2P: condanne penali per pirati dilettanti

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Per la prima volta in Francia, alcuni utenti di Internet amanti del Peer to Peer sono stati condannati, con la condizionale, ad alcuni mesi di reclusione. Per alcuni è stato accertato che il download di file da Internet avveniva a fini non commerciali

I sei internauti sono stati condannati dal tribunale di Vannes. Le accuse: avere scaricato illegalmente, distribuito e/o scambiato, contenuto culturale (film, videogiochi, software, musica), sotto forma di Cd-Rom e via Internet.

In occasione di una perquisizione presso il suo domicilio, effettuata dalla polizia del Morbihan, uno degli imputati era stato persino sorpreso sul fatto mentre scaricava illegalmente da Internet un film. Tra i sei utenti, è quello che ha subito la condanna più pesante. Le pene vanno da un mese a tre mesi di reclusione, con la condizionale. Inoltre, le persone condannate dovranno rimborsare diverse migliaia di euro alle parti civili, che rappresentavano gli interessi delle società musicali e cinematografiche.

“Per quanto ne so – commenta l’avv. Soulie, legale dell’Associazione degli editori video, della Federazione nazionale dei distributori di film e di tre case produttrici americane – è il primo caso giuridico in Francia e in Europa. Il fatto che il tribunale abbia comminato pene così severe per illegalità commesse sulle reti peer-to-peer è molto significativo; dimostra che la giustizia ha compreso l’angoscia dell’industria cinematografica di fronte all’aumento di questo fenomeno inquietante”.

Oltre ai film scaricati su una rete P2P, la polizia aveva anche ritrovato diverse centinaia di pellicole piratate (Jurassic Park, Pearl Harbor, ET, ecc.). I giudici non hanno preso in considerazione la presenza o meno di carattere commerciale nell’utilizzo del contenuto illegale. “Tuttavia – precisa Antoine Virenque, delegato generale della Federazione nazionale dei distributori di film – quando si trovano molti DivX dello stesso titolo incisi su Cd-Rom, è legittimo chiedersi a quale utilizzo sono destinati”.

Informati della questione dall’Alpa (Associazione di Lotta contro la Pirateria Audiovisiva), i distributori di pellicole si sono costituiti parte civile al processo. “Condividiamo i timori dei nostri colleghi dell’industria musicale – prosegue Antoine Virenque -. Se si considera che somme enormi sono investite nella produzione di un film, la pirateria è un danno molto grave alla produzione cinematografica”.

L'autore

  • Annarita Gili
    Annarita Gili è avvocato civilista. Dal 1995 si dedica allo studio e all’attività professionale relativamente a tutti i settori del Diritto Civile, tra cui il Diritto dell’Informatica, di Internet e delle Nuove tecnologie.

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