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Operaio veronese si vende su eBay

15 Marzo 2005

Operaio veronese si vende su eBay

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"Faccio in fretta un altro inventario, smonto la baracca e via, cambio zona itinerario, il mio indirizzo è la follia" cantava Renato Zero nel suo successo del 1977 "Mi vendo". A distanza di quasi trent'anni a vendersi davvero in un'asta su Internet è un operaio 32enne veronese

Si è offerto per ben 3 anni al prezzo di 76mila e 50 euro, base d’asta 1 euro. L’ultima offerta (da non prendere troppo sul serio) è arrivata a 10 milioni di euro ed è stata effettuata nel pomeriggio di venerdì 11 marzo. Sabato 12, a poche ore dalla scadenza, alle 19.40, Ebay ha sospeso l’annuncio.

“Mi vendo, non è uno scherzo” rassicurava dalle pagine di Ebay, precisando che non si trattava di un annuncio per cercare sesso. Il testo pubblicato chiariva ulteriormente: “Mi vendo a signore dai 23 ai 45 anni molto benestanti con contratto minimo di 3 anni rinnovabile o da definire a fine asta”. Insomma, Massimiliano aveva le idee chiare. “Cerco signore sane – precisa -:nubili divorziate o vedove ma non per matrimonio”. Il nuovo italian gigolo a contratto triennale raccontava sulla pagina di Ebay del proprio desiderio di cambiare vita. Ma perché un giovane tutto sommato benestante, che dichiara di possedere anche un bilocale deciderebbe di mettere se stesso all’asta? Fondamentalmente perché la sua vita è troppo comune: “Voglio trovare una signora che mi mantenga che non abbia problemi ne fisici ne psicologici e mi faccia cambiare vita” ribadiva. Dalle colline di Verona l’ebayer ha dichiarato che sarebbe stato disponibile a spostarsi in tutto il mondo. Le condizioni del contratto d’altra parte erano inequivocabili. “Dovrete versarmi un anticipo subito per il primo anno di 75mila – e tra parentesi scriveva per esteso: “settantacinquemila” nel caso non si fosse capito – e 25mila per ogni anno fino alla durata del contratto perché dovrò lasciare il lavoro ed essendo operaio l’azienda non mi aspetta”. A quanto pare, ma sarebbe da verificare, le offerte sono state cinque. Tutte da utenti che fino a oggi su Ebay non hanno acquistato mai nulla e la cosa è quantomeno sospetta.

Comunque, come in ogni vendita on line che si rispetti, sulla pagina del sito di aste era presente la descrizione dell'”oggetto” in vendita. Altezza 1,76, peso 78 chili, capelli scuri, corporatura robusta. “Sono gentile educato – aggiungeva -, di cultura media, possibilità di conoscermi prima del contratto”. La storia già grottesca di per sé, ha anche altri aspetti paradossali. Ebay infatti prevede per ogni patrimonio in vendita le normali spese di spedizione. In questo caso la rimessa era di 9 euro, tramite corriere espresso in Italia. E infatti, tra le domande degli acquirenti pubblicate a fondo pagina qualcuno chiedeva: “Scusa, ma i 9 euro di spedizione, per cosa sarebbero? Ti giuro, sei un mito, ma cosa implicherebbe questa vendita? Pieni poteri su di te? Seguirò con trepidazione la tua avventura”. E lui rispondeva: “La vendita non implica niente. Sono stufo di decidere cosa fare e non fare nella vita e voglio una donna che mi compri io farò qualsiasi “cosa” (prima bisogna accordarsi sul cosa e se possibile) per la durata del contratto. Logicamente tutto ha il suo prezzo e mi vendo!”. Una frase enigmatica per concludere: “La spedizione non esiste… c’è ma non esiste”.

Il contratto di cui parlava l’ebayer, per quanto inquadrabile come atipico (articolo 1322, secondo comma, Codice civile) sarebbe stato comunque nullo perché sarebbe mancata la meritevolezza della tutela degli interessi perseguiti. In sostanza se mai questo giovane fosse stato assunto da qualcuno senza essere pagato, non avrebbe potuto rivolgersi a un giudice per rivendicare quanto preteso.

D’altra parte se qualcuno avesse mai deciso di “acquistarlo” e avesse pagato la somma richiesta, non avrebbe potuto avere le garanzie sull’effettiva prestazione. Dal punto di vista legale “In pari causa turpitudinis, melior est condicio possidentis”, ovvero quando si conclude un accordo contrario al buon costume, subentra una norma di chiusura (articolo 2035, prestazione contraria al buon costume).

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