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Occupazione e formazione nell’ICT

20 Luglio 2004

Occupazione e formazione nell’ICT

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Presentato a Milano il Rapporto 2004 su "Occupazione e formazione nell'ICT", curato da Federcomin, Anasin ed Assinform, con la partecipazione di Aiip, Clusit, Fedoweb e FRT

La ricerca, sviluppata con la collaborazione scientifica della Facoltà di Scienze Statistiche dell’Università di Milano Bicocca, Unioncamere e NetConsulting, presenta un’approfondita analisi, quantitativa e qualitativa, sull’evoluzione dell’occupazione generata dall’ICT e dei processi formativi all’interno della Digital Economy.

Le imprese del settore ICT in Italia sono passate da 84.900 nel 2002 a 85.600 nel 2003 (+0,8%), ma di queste quasi il 10% sono in situazione di criticità (sospensione, liquidazione, fallimento) con un aumento del 5,1% rispetto all’anno precedente. Sono oltre 28.000 le imprese ICT, strutturate e con addetti, con una presenza significativa delle società di capitali. Segno di solidità del comparto, nonostante una criticità crescente.

Gli occupati diretti del settore ICT sono cresciuti nel 2003 dell’1,5%, per un ammontare di 608.000 unità. Il Rapporto individua però un aumento progressivo del differenziale tra addetti nominali e addetti a tempo pieno (Full Time Equivalent, che ammontano a 578.000), per la crescita degli occupati a tempo parziale (questi ultimi, pari a 30.000, con un aumento del 36,4% sul 2002).

Agli addetti del settore vanno sommati gli addetti ICT presso le aziende utenti (pari a circa 400.000,+1,5% rispetto al 2002), che fanno dell’ICT un settore di circa un milione di addetti, pari a oltre il 5% della forza lavoro in Italia. Anche nel caso degli addetti presso gli utenti va segnalata la crescita consistente degli occupati a tempo parziale, pari a 21.000, con un aumento del 40% sull’anno precedente.

Il 2003 è stato un anno di crisi per l’attività di formazione IT, che ha registrato un valore pari a 630 milioni di euro: in calo, rispetto al 2002, del 10,4%. All’interno delle aziende del campione, le attività formative ICT si sono rivolte nel 46,6% dei casi agli specialisti ICT. Nel restante 53,4% le iniziative di formazione hanno riguardato tutti gli altri addetti aziendali, con la prevalenza, in quest’ambito, delle risorse che utilizzano in modo più o meno intenso l’informatica rispetto ai cosiddetti No User.

La contrazione degli investimenti in formazione è un altro elemento di preoccupazione, in una fase di mercato contraddistinta da crescenti criticità nelle imprese e negli addetti del comparto. È forte l’esigenza di una svolta, da parte delle istituzioni e delle stesse imprese, indirizzata a valorizzare gli aspetti formativi di tutte le risorse, quelle più generiche e quelle più avanzate, per il beneficio dell’intero sistema economico.

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