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Nuvole e nuvolastre

29 Marzo 2012

Nuvole e nuvolastre

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Il tema dell'erogazione di software attraverso il cloud è foriero di problematiche interessanti in termini di licensing. Lo strano caso di due litiganti particolari.

OnLive continua a fornire servizi cloud basati su Windows in barba a Microsoft, eppure il colosso di Redmond tentenna nell’avviare serie azioni legali. La community degli utenti rumoreggia e insinua che vi siano accordi sotterranei.

Per chi non conoscesse i pregressi, OnLive è un sistema pensato per distribuire videogiochi on-demand grazie al quale il giocatore non ha più bisogno di pagare per ottenere una copia con licenza del gioco, ma al massimo paga per accedere alla piattaforma cloud di OnLive su cui sono accessibili numerosi giochi commerciali.

Ciò che però ha fatto drizzare le antenne a Microsoft è il sistema OnLive Desktop grazie al quale è possibile utilizzare i pacchetti della suite Office su iPad e tablet Android sempre sfruttando una tecnologia cloud. Ora… tralasciamo pure il fatto che io stenti a comprendere questa smania di avere MS Office (specie quando si ha già un iPad), tuttavia non c’è dubbio che la questione sia delicata, sia dal punto di vista del business sia dal punto di vista legale. Ci si aspetterebbe una reazione abbastanza dura da parte dei vertici di Microsoft, ma al contrario molti hanno fatto notare che la politica adottata è stata più che altro all’insegna del temporeggiare e del cercare un accordo con OnLive. I più maliziosi hanno anche notato che OnLive stessa è stata fondata da un ex dirigente Microsoft e quindi la soluzione di un accordo senza strascichi legali potrebbe essere quella più appetibile per tutti.

Nel frattempo però si è creato un indiscutibile precedente di disparità di trattamento. Alcune aziende vengono costantemente “tenute sull’attenti” dagli avvocati di Microsoft, mentre altre che fanno le stesse identiche cose vengono quasi premiate con accordi commerciali. Qualcuno, come Guise Bule di tuCloud, ha addirittura pensato di fondare un’apposita azienda (DesktopsOnDemand) proprio per mettere alla prova Microsoft facendo ciò che fa OnLive e attendendo eventuali azioni legali:

Unless I receive a lawyer’s letter from Microsoft clarifying their position and threatening legal action, I will build a service to match OnLive’s and compete directly with them in the form of DesktopsOnDemand. Any other business that launches that platform will get sued by Microsoft, which is kind of what we’re hoping because we want to have that conversation with them in court.

Il testo di questo articolo è sotto licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

L'autore

  • Simone Aliprandi
    Simone Aliprandi ha un dottorato di ricerca in Società dell’Informazione ed è un avvocato che si occupa di consulenza, ricerca e formazione nel campo del diritto d’autore e più in generale del diritto dell’ICT. È responsabile del progetto copyleft-italia.it, è membro del network Array e collabora come docente con alcuni istituti universitari; ha pubblicato articoli e libri sul mondo delle tecnologie open e della cultura libera, rilasciando tutte le sue opere con licenze di tipo copyleft.

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