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Nuove gare per l’attribuzione delle licenze UMTS in Francia

25 Ottobre 2001

Nuove gare per l’attribuzione delle licenze UMTS in Francia

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La Francia è l’ultimo dei paesi a più alto peso specifico in Europa a non avere ancora rilasciato le licenze per l’UMTS, la rete per la telefonia di terza generazione.

Un precedente tentativo era abortito sul nascere per le grosse difficoltà finanziarie in cui si dibattevano (e si dibattono ancora) i vari colossi telecom in giro per l’Europa.
Arrivati ultimi, i francesi si sono visti rifiutare l’invito a partecipare alle aste da parte di aziende che si erano già “svenate” in precedenti aste in altri paesi (vedi l’Italia).

Adesso, la Francia lancerà un appello alle candidature per le sue due ultime licenze di telefonia mobile 3G, prima della fine dell’anno per poter poi attribuire le licenze all’inizio dell’autunno 2002.

Il primo passo verrà fatto dall’Autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni (ART) che ha già fatto sapere che trasmetterà al governo francese una proposta che riprende una serie di modifiche.

Sono tre le preoccupazioni che allignano nel paese transalpino: fare in modo che ci sia visibilità del settore, che ci sia vera concorrenza e che gli operatori francesi abbiano la possibilità di combattere ad armi pari sul mercato europeo.

Per attirare candidati, al governo francese non era rimasto che abbassare il prezzo delle licenze. Un grosso sconto, che partendo da una richiesta di 4,95 miliardi di euro è arrivato a 619 milioni di euro, più una percentuale sul fatturato.
La durata della licenza, poi, viene portata da 15 a 20 anni: un brutto rospo da ingoiare per le casse dello stato.

La percentuale, secondo fonti del segretariato di Stato all’industria dovrebbe oscillare tra l’1 e il 2 % del fatturato generato dall’UMTS.
L’imponibile prenderà in conto anche la trasmissione di dati e le comunicazioni vocali e non solo Internet.

Tutto è pronto da parte del governo che ha dichiarato che appena riceverà la proposta dell’ART, farà partire immediatamente le procedure “tra il 15 e il 31 dicembre”.

Da parte dei possibili concorrenti le prese di posizione sono state caute.
Bouygues Telecom, il terzo operatore mobile francese, che aveva rinunciato alla candidatura nell’ultima asta di gennaio, aspetta che ci siano maggiori dettagli: “le nuove proposte del governo sono di buon senso ma attendiamo precisazioni. Il problema più grosso non è la percentuale ma l’imponibile”.

Oltre a questa azienda francese, ci sarebbero Deutsche Telekom e la Telefonica Moviles a cercare di aggiudicarsi una fetta del mercato francese della 3G.
Altri gruppi, come la Telecom Italia Mobile o Vodafone e BT sono bloccati dai loro partner francesi.

A deprimere gli animi, però, ci si è messa anche Siemens, uno dei primi fornitori di reti in Europa. L’azienda dichiara che “il futuro presenta molte incognite. Pensiamo che il vero decollo presso il grande pubblico dell’UMTS arriverà verso il 2008-2010”, dove per “grande pubblico” si intende una penetrazione del tra il 15 e il 20 %.

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