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Notizie semi-estive dagli USA

24 Agosto 2001

Notizie semi-estive dagli USA

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Da iniziative online in ambito militare alla morte annunciata del mitico Ricochet...

Estate è sinonimo di vacanze, e per molti significa ‘staccare’ Internet. Il caldo torrido impazza perfino negli States, almeno sulla East Coast, e il Congresso ha chiuso i battenti per tutto agosto. Ancor più ha osato fare Bush II, suscitando non poche critiche per aver deciso di superare ogni record: un intero mese di ferie nell’amatissimo ranch texano. Vabbè, tanto la gente è alquanto distratta, mentre scemano un po’ ovunque ritmi e frequenze della navigazione online. Pur se, va detto, con le dovute eccezioni che spaziano dai fedelissimi del chat agli info-dipendenti in spiaggia. Per tutti ecco comunque alcune fresche pescate qua e là nella scena digitale estiva made-in-USA.

Appena diffusi i dati concernenti l’esperimento di voto via Internet avviato lo scorso novembre dal Pentagono. Quest’ultimo aveva stanziato la ragguardevole cifra di 6,2 milioni di dollari per consentire ad alcuni settori militari dislocati in vari paesi del mondo di prender parte alle elezioni presidenziali. Ebbene, a fronte di tale sforzo sono arrivati appena 84 voti regolari — con un costo di quasi 74.000 dollari per ogni scheda. Troppo? Dipende. Il portavoce militare ha infatti spiegato che “l’esperimento ha avuto successo e ogni critica è priva di fondamento.” Occorre cioè guardare al concetto generale e alle potenzialità operative, non alle spese sostenute in questa prima fase. Il progetto prevede quindi di estendersi ulteriormente fino a raggiungere i circa 6 milioni di militari all’estero, ai quali finora viene permesso di votare solo tramite i servizi postali, con ovvi ritardi e perdite delle schede inviate.

Comunque sia, aspre critiche alle spropositate spese sostenute sono arrivate da entità quali il Center for Public Integrity e l’election board di Atlanta, oltre che da esperti informatici. Questi ultimi in particolare hanno ricordato i problemi da sempre legati all’e-vote: sicurezza e frodi, intrusioni e virus. “La realtà è che Internet non può affatto considerarsi sicura,” ribadisce un consulente di Filadelfia che ha studiato abbondantemente le attuali esperienze di voto online per la sua recente tesi di dottorato. Al di là dell’ambito militare, sembra comunque che si continui a lavorare intorno a tali esperienze, forse più e meglio per migliorare la struttura informatico-elettorale a livello interno, visto l’impasse storico dei conteggi in Florida — evento peraltro dimenticato in fretta e furia come si conviene. Staremo a vedere.

Altra notizia ferragostana, la chiusura di Metricom e del relativo Ricochet, originario network wireless usato da oltre 50.000 utenti sul territorio nazionale. In alcune aree online si leggono messaggi disperati e qualcuno parla della “fine di un’epoca” — non a torto. Da svariati anni Ricochet aveva conquistato un pubblico di affezionati, tipicamente on the road, i quali nel corso di meeting o conferenze erano soliti connettere l’apparecchio (simile a un cellulare) al proprio laptop per navigare online a velocità elevate, fino a 200 kilobit per secondo. Certo, il servizio non era per tutti: dispositivi a parte, costava 74.95 dollari al mese e il network era raggiungibile soltanto in una dozzina di grande aree metropolitane. È vero però che Ricochet era divenuto una sorta di fiore all’occhiello per chi poteva permetterselo e che vantava un acclamato seguito di variegato ‘road warriors’ dai professionisti dell’informazione agli hacker ai super dirigenti commerciali. Sembra che a far fuori Metricom, dopo recenti annunci di pesanti difficoltà economiche, sia stata proprio la mancanza di una capillare rete di supporto a livello nazionale, impossibile da realizzare se non investendo ingenti capitali. E in tempi di risacca per l’info-tech è risultato impossibile reperire nuovi investitori.

Quali le alternative odierne per la connessione mobile ad alta velocità? I servizi di modem cellulari danno tuttora risultati scadenti: più costosi di Ricochet, connessioni lente (massimo 14,4K). Normale, perché il cellulare non è nato per la trasmissione dati, mentre si attende che le società wireless mettano su propri network basati sulla tecnologia 3G (per “third generation”). Qualcosa che, assicurano ad esempio Sprint e Verizon, prenderà corpo verso fine anno, con potenziali velocità di 100-200 kbps. Occorrerà attendere però almeno un anno (o forse due, aggiunge qualche esperto) prima che il 3G wireless divenga ampiamente disponibile e funzionale – con annessi problemi di costi attualmente non prevedibili, pur se la tecnologia verrà inserita nel cellulare non richiedendo quindi ulteriori dispositivi o accessi particolari. Nel frattempo, agli utenti di Ricochet non resta che abituarsi a brusche frenate online.

Rapida segnalazione finale per il lancio di un sito dedito al reclutamento di personale ispanico nella Marina militare. Elnavy.com parla infatti spagnolo e mira al crescente pubblico di utenti di tale lingua presenti in USA. L’aspetto interessante riguarda proprio il target (e il medium): il censimento dello scorso anno ha rivelato la comunità Latino come il gruppo etnico di maggior crescita, e il 35 per cento di costoro hanno età inferiore ai 18 anni. Ecco così il web come strumento ideale per avvicinarli e spiegare loro le opportunità offerte dall’arruolamento in marina, almeno così la pensano alcuni vertici militari. Il sito non manca di presentare esempi storici dell’apporto offerto da personale di origine ispanica alla costruzione degli Stati Uniti nel corso dei secoli, a cominciare dall’ammiraglio Jorge Farragut, uno degli eroi della rivoluzione contro la madre patria britannica. Pare insomma che l’apparato militare creda ancora parecchio a Internet — forse memore dei suoi inizi a tempi di Arpanet e dintorni?

L'autore

  • Bernardo Parrella
    Bernardo Parrella è un giornalista freelance, traduttore e attivista su temi legati a media e culture digitali. Collabora dagli Stati Uniti con varie testate, tra cui Wired e La Stampa online.

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