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Non solo scarpe, nella rete delle donne

30 Aprile 2009

Non solo scarpe, nella rete delle donne

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Venti minuti in podcast tra ritagli di carta e bit, in compagnia di un ospite. Oggi con Giulia Blasi, blogger e scrittrice. Parliamo del web al femminile, dallo spirito di gruppo che spesso manca alle potenzialità dei nuovi media di "commentare" – e così emendare – le cattive abitudini quando si parla con (e di) donne

Continuiamo a parlare di tematiche di genere, dopo la chiacchierata della settimana scorsa con Lorella Zanardo. La questione femminile dentro, fuori e attraverso la Rete – nelle pratiche tecnologie e nelle conversazioni più o meno social, dove in parte si riproducono, in parte si superano le logiche e i processi dei media tradizionali. Ne parliamo con Giulia Blasi, blogger e scrittrice che da tempo si occupa (anche) di questi argomenti e che, sul tema, cura la rubrica World Wide Women su Donna Moderna ed è tra le autrice del blog collettivo Sorelle d’Italia.

Dice Giulia sulla blogosfera al femminile, prendendo spunto dalla nascita di un progetto come Sorelle d’Italia: «Il punto di partenza è stata anche una grande arrabbiatura: ci siamo rese conto di come in rete vi fossero tante voci femminili sparse, senza un luogo di aggregazione in cui parlare di un tema specifico: ovvero il mondo femminile e le tematiche di genere. L’arrabbiatura era vedere che in rete c’erano quasi solo quel tipo di blog femminili che si occupavano di “frivolezze”: quindi femmina era uguale ad accessori – o scarpe, borse, rossetti, uomo-dei-sogni ecc. Tutte cose che vanno bene magari in un contesto più tradizionale, per esempio quello di un giornale femminile e hanno assolutamente diritto di cittadinanza, ma che non sono e non possono essere né riassuntive né rappresentative dell’esperienza femminile in toto». Il contesto creato dalle nuove tecnologie connettive riproducono i problemi, e anche in parte le discriminazioni e i rapporti di forza tra generi, della società – con alcuni punti di innovazione e ottimismo: «La rete è un buon posto per riflettere di questi temi, perché permette la permanenza dei contenuti. Molto più della carta, i contenuti, le riflessioni, le cose che si scrivono rimangono, e sono cercabili: se qualcuno è interessato, li troverà – e questo può fornire la giusta dimensione, anche storica, alle discussioni su questi temi. In più la rete è tendenzialmente progressista perché commentabile e quindi emendabile: ci sono state iniziative come “la sexy blogger” o simili che sono state investite da così tante critiche negative che si sono sgonfiate ancora prima di iniziare».

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L'autore

  • Antonio Sofi
    Antonio Sofi è autore televisivo e giornalista. Consulente politico e sociologo della comunicazione, ha un blog dal 2003 ed è esperto di social network e nuovi media.

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