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Noi, autori di fronte alla mutazione digitale

21 Luglio 2011

Noi, autori di fronte alla mutazione digitale

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Luca Accomazzi e Lucio Bragagnolo hanno inaugurato il nuovo corso di Apogeo: il loro libro su Mac OS X Lion, uscito nel giorno del lancio del nuovo sistema operativo Apple, è pubblicato come ebook prima ancora di arrivare su carta (a fine agosto). A loro abbiamo chiesto come vivono questa metamorfosi editoriale.

Si parla molto del giusto prezzo dei libri elettronici. Un pensiero molto diffuso in rete è che prezzi bassi prevengano la pirateria e stimolino il mercato. Sono ancora pochi gli editori ad aver provato a battere questa strada. Apogeo ci prova in occasione della pubblicazione del manuale su Mac OS X Lion a firma di Luca Accomazzi e Lucio Bragagnolo, già autori delle nostre fortunate guide dedicate a Mac OS X Leopard e Mac OS X Snow Leopard che sugli scaffali delle librerie costano quasi 40 euro. Ieri, lo stesso giorno del rilascio da parte di Apple di OS X Lion, Luca e Lucio hanno visto il loro ultimo libro, libero dai tempi di stampa e distribuzione, immediatamente pubblicato in ebook a un prezzo (4,99 euro) più basso dell’85% circa rispetto all’edizione cartacea (in libreria dal 24 agosto a 39 euro). A loro abbiamo chiesto di raccontare qual è il punto di vista di due autori sul mondo dei libri digitali.

Entrambi siete autori di innumerevoli libri di divulgazione tecnologica. Come valutate i mutamenti che stanno investendo il mondo editoriale? Quali sono le vostre speranze e le vostre preoccupazioni? Quale la forma editoriale del futuro per la divulgazione tecnico-informatica?

Dirlo a posteriori sembra scontato, anche se fino a poco tempo fa non lo era affatto: la forma editoriale del futuro per la divulgazione tecnico-informatica è digitale, come il mondo cui si riferisce. La speranza è poter contare su tecnologie di interazione sempre più potenti, come accade con i siti web che già oggi sfruttano Html5. Non vogliamo costruire libri fatti come siti, sarebbe un errore capitale, ma poter ricorrere quando opportuno, per esempio, al video e all’interazione diretta con il lettore come oggi non è ancora di fatto possibile.

Le preoccupazioni sono due. La prima riguarda l’intero nuovo sistema editoriale che va configurandosi e che brilla per l’assoluta mancanza di cooperazione e standardizzazione. Solo recentemente gli editori hanno finalmente compreso la valenza del libro elettronico. D’altra parte, in una prospettiva globale, non è ancora possibile per il lettore comune entrare in una libreria digitale, comprare un libro digitale, leggerlo, prestarlo, regalarlo con la stessa facilità che è propria della carta. Certo, la carta ha quasi seicento anni, il libro digitale sei… questione di tempo.

La seconda preoccupazione è che l’apertura dei mercati digitali porti all’annacquamento della qualità complessiva, con un diluvio di prodotti editoriali di bassa qualità e basso prezzo a complicare inutilmente la scelta del pubblico. Speriamo che le nuove possibilità tecnologiche portino alla riscoperta del libro come oggetto di valore per i contenuti ma anche per il design, la tipografia, lo stile, l’eleganza.

Pensare al vostro libro come un contenuto che si manifesta in forme diverse ha modificato il vostro modo di scrivere?

Sì, questo sta modificando profondamente la struttura, dietro le quinte, del nostro scrivere. Il modo in cui il libro nasce ed è costruito è molto diverso da come poteva essere dieci anni fa. Non è cambiato molto lo stile, ma per coincidenza; abbiamo sempre avuto una tendenza a segmentare lo scritto e spezzare la trattazione con titoli e sottotitoli. Questo è un buon accorgimento per favorire la lettura sulla carta, ma anche sullo schermo.

In che modo la Rete ha trasformato o sta trasformando il modo di promuovere il vostro lavoro?

Se siamo qui a parlarne sul web, la risposta è evidente. La macchina promozionale dell’editore rimane primaria e importantissima, ma possiamo dare anche noi un contributo, con le nostre sfere di influenza sui social media. È  possibile regalare un brano a titolo promozionale, mostrare l’ebook sui nostri iPad nelle occasioni pubbliche, dare vita a discussioni e dibattiti su temi centrali per il libro. Si può fare molta più promozione, più capillare, quasi al solo costo del tempo necessario.

Il prezzo è uno dei temi più discussi in relazione ai libri elettronici. Come autori, come vivete il fatto che il vostro lavoro venga prezzato in modo a volte molto diverso in relazione al contenitore che lo ospita?

Tolto il fatto tecnico – i costi, per esempio la stampa, che influiscono sul prezzo di un contenitore ma non di altri – ci sono variazioni di prezzo strategiche e tattiche. Ci auguriamo che strategicamente venga premiato il valore intrinseco del libro; tatticamente, nel mondo digitale è indispensabile variare il prezzo per mantenere la massima visibilità “sullo scaffale”. Questo è parte delle regole del gioco.

In veste di lettori, ma anche di power user delle tecnologie e della Rete, quale tipo di contenuto preferite acquistare in formato elettronico? Quale ereader o tablet avete scelto?

Lucio Bragagnolo: Nel mio scaffale elettronico ci sono in percentuale molte pubblicazioni tecniche e molti classici antichi, seguiti più lontano da fantascienza, fantasy, Medioevo. Un qualche ingrediente misterioso rende ideale la lettura di Cicerone o Seneca su una piattaforma digitale, come non sempre accade con l’attualità. Leggo di preferenza su un iPad e, nelle situazioni di mobilità, su un iPhone 4: lo schermo ultradefinito rende possibile una esperienza che prima era evidentemente fuori portata. Su iPhone, anzi, è più facile che finiscano letture non scientifiche, perfette per lo spostamento in treno o per terminare la pausa pranzo.

Luca Accomazzi: Per me la lettura di carta è rimasta fondamentale, ma solo sul comodino. A sera, con gli occhi sfrigolanti dopo essere rimasti tutto il giorno inchiodati a uno schermo retroilluminato, mi regalo un po’ di pagine da un qualche romanzo stampato su cellulosa. Tutto il resto – quel che leggo per lavoro, per aggiornarmi, per informarmi, per divertirmi mentre sono in posizione verticale – è digitale da un pezzo. Quando Steve Jobs tirerà fuori dal cilindro un iPad con schermo bivalente (retroilluminato quando c’è da giocare, passivo quando c’è da leggere) credo che abbandonerò anche quell’abitudine. Con buona pace degli alberi, poveretti. Tiro a indovinare? Un altro paio d’anni. Riparliamone quando presenteremo il manuale su OS X 10.8.

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