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Niente voti ai prof (in Francia)

13 Marzo 2008

Niente voti ai prof (in Francia)

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Una sentenza francese fa scuola: non si può commentare in Rete l'operato degli insegnanti

Sull’onda di esperienze americane analoghe, all’inizio di quest’anno ha visto la luce in Francia Note2be.com, un sito di user generated rating… ovvero un sito dove gli studenti potevano togliersi qualche piccola soddisfazione e dare un voto ai propri professori. Lontano dall’essere una goliardata, il sistema è stato messo su per benino, prevedendo una valutazione basata su una serie di parametri riguardanti la capacità di suscitare interesse, la competenza e così via. Attraverso dei voti, ma senza permettere l’inserimento di commenti testuali (che sarebbero stati indubbiamente strumento di contributi per lo meno poco seri). Proponendosi dunque sia come uno strumento di feedback ai professori che come uno strumento di controllo, da parte dei genitori, del comportamento e qualità dei professionisti cui è affidata la cura dei pargoli.

Come era assolutamente ovvio, la classe professorale, totalmente aliena all’essere valutata sulla base delle proprie performance e quindi infusa di un diritto divino di essere “al di sopra” ha reagito con durezza, mobilitandosi a fondo. Di fronte al pericolo che girassero valutazioni negative sono partite le divisioni corazzate (meno si sa, meno si dice, più difficile è essere giudicati dai capi e meno si rischia). Per prima cosa, un invito al boicottaggio rivolto agli inserzionisti del sito, facendo pressione sulla concessionaria. Poi iniziative legali portate avanti da parte di un rappresentativo sindacato di categoria e una campagna di opinione lanciata attraverso infuocate dichiarazioni sul diritto alla privacy, sull’intoccabilità dei professori, sull’impossibilita da parte di studenti e genitori di emettere pareri sugli insegnanti (e sopratutto di renderli pubblici) per provata mancanza di competenza.

Di fronte ad una tale mobilitazione ed un tale sbarramento d’artiglieria, le conseguenze non si sono fatte attendere. La concessionaria di pubblicità, ritenendo non valesse la pena di trovar rogne per uno dei tanti siti che rappresenta, ha deciso piuttosto rapidamente di cessare la vendita degli spazi di Note2be (tagliando quindi l’ossigeno al sito). La solerte giustizia francese si è poi pronunciata agli inizi di Marzo, stabilendo che il sito doveva immediatamente sopprimere tutti i dati nominativi. E rimborsare i danni alla cinquantina di professori che si sono costituiti parte civile – danni stabiliti in euro 1 (uno) cadauno.

Il sito, pur avendo fatto ricorso in appello, è stato quindi condannato a schiantarsi al suolo entro 48 ore, ponendo fine a questa poco ortodossa intrusione 2.0 nelle gerarchie di chi insegna e dà voti e di chi invece ha il ruolo di ascoltare e incassare (salvo poi fare una di quelle periodiche eruzioni studentesche in cui la Francia vanta performance da Guinness, dal Maggio ’68 in poi). La sentenza, che va controcorrente rispetto a casi identici sviluppatisi negli Stati Uniti, Canada o Regno Unito, stabilisce dunque un precedente che rischia di fare giurisprudenza in più di un paese europeo. Il concetto sottostante: la democrazia, la partecipazione, il controllo dell’utente sui funzionari pubblici da lui stipendiati. Tutto bello in teoria, ma in pratica: giù le mani dalla torta.

Insegnanti e loro sindacati sono dunque ora contenti, esprimendo la loro soddisfazione con queste belle parole: «Non spetta agli allievi dare voti ai propri insegnanti e certamente non su un sito web di tipo commerciale». Lo Stato si è schierato a fianco della classe professorale (o è una Casta?), per il tramite del Ministro dell’Educazione: «Supportiamo totalmente i professori la cui difficile missione non sarà l’oggetto di attacchi anonimi su Internet». Stabilito che i ragazzi devono stare al loro posto e sventati i vili attacchi, quasi terroristici, ai professori tutti bravi, devoti e dedicati, sono dunque tutti felici. Tranne allievi, genitori e forse quei professori (e non erano pochi) che avevano ottenuto sul sito votazioni di tutto rispetto, o perchè bravi a manipolare la Rete o perchè, più probabilmente, bravi ad insegnare e per questo premiati dai loro allievi ed ex allievi.

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