Orátio ante colligatiónem in rete contexto necnon in Foro Catholico
Omnípotens aetérne Deus,
qui secúndum imáginem Tuam nos plasmásti
et omnia bona, vera, pulchra,
praesértim in divína persóna Unigéniti Fílii Tui
Dómini nostri Iesu Chrísti,
quaérere iussísti, praesta quaésumus ut,
per intercessiónem Sancti Isidóri, Epíscopi et Doctóris,
in peregrinatiónibus per rete contéxtum,
et manus oculósque ad quae Tibi sunt plácita intendámus
et omnes quos convenímus cum caritáte ac patiéntia accipiámus.
Per Christum Dóminum nostrum. Amen.
Questa è la versione in latino della preghiera a Sant Isidoro di Seviglia, patrono degli utenti Internet, secondo la proposta di un sito cattolico.
Ne parliamo perché è stata resa nota un’inchiesta dell’istituto californiano specializzato in sondaggi di opinione, Barna Research sulle esperienze religiose in Rete.
I risultati parlano chiaro. Negli Stati Uniti, circa l’8 % degli adulti e il 12 % degli adolescenti si rivolgono alla Rete per soddisfare il loro bisogno di avvicinarsi a Dio.
Circa il 2 % di questi fedeli collegati preferisce di gran lunga la tranquillità della loro casa per le questioni religiose, rimpiazzando di fatto da un po’ di tempo le loro visite settimanali in chiesa con una visita virtuale attraverso la rete in uno dei numerosi siti dedicati alla religione.
Sul Web, i cybercredenti pregano per proteggersi dal Male, ma anche – spiega Barna – per seguire insegnamenti religiosi e acquistare oggetti di culto.
“un mercato, quello della religione online che diventerà lucrativo nei prossimi 10 anni, visto che ben il 70 % degli intervistati ha risposto che è pronto a inabissarsi nel cyberspazio per trovare le risposte alle domande sul senso della vita.