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Nel 1999 i pirati di software informatico fanno perdere 12 miliardi di dollari alle aziende

29 Maggio 2000

Nel 1999 i pirati di software informatico fanno perdere 12 miliardi di dollari alle aziende

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Dodici miliardi di dollari a livello mondiale.
È la cifra che nel 1999 hanno perso le aziende di software a causa della pirateria, secondo un’inchiesta realizzata da due società informatiche e resa pubblica la settimana scorsa.

“La pirateria di software informatici continua a rubare migliaia di posti di lavoro, miliardi in stipendi, imposte e investimenti a rischio nelle nuove tecnologie”, ha dichiarato Robert Holleyman, presidente di una delle due imprese che hanno realizzato l’inchiesta, la Business Software Alliance (BSA).

Un software informatico utilizzato su tre è stato piratato nel 1999, secondo l’inchiesta realizzata dalla BSA e dalla Software Information Industry Association.

I dieci paesi più toccati dal fenomeno della pirateria sono, nell’ordine, gli Stati Uniti, il Giappone, la Gran Bretagna, la Germania, la Cina, la Francia, il Canada, l’Italia, il Brasile e l’Olanda.

Questi dieci paesi raggruppano il 70 % delle perdite mondiali, circa 8,4 miliardi di dollari.

L’inchiesta fornisce anche il tasso di pirateria più alto che si ritrova in Vietnam con il 98 % dei software utilizzati che sono piratati e in Cina con il 91 %.

Le perdite degli ultimi 5 anni arrivano a 59 miliardi di dollari.

Sul sito all’indirizzo http://www.siia.net trovate in home page il link al testo della ricerca.

L’Italia, secondo questa ricerca, ha un trend in calo rispetto al 1998, passando da una percentuale di software pirata del 45 % (’98) al 44 % del 1999.
Sale invece la cifra del valore dei proventi rubati al mercato legale, passando dai 356 milioni di dollari del 1998, ai circa 422 milioni di dollari del 1999.

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