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Negli Stati Uniti boom dell’informazione online soprattutto dall’ufficio

02 Aprile 2003

Negli Stati Uniti boom dell’informazione online soprattutto dall’ufficio

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Da quando è scoppiata la guerra in Iraq, negli Stati Uniti è salita la febbre da informazione. I siti Internet di notizie sono presi d’assalto e i loro contatti crescono in modo esponenziale e, sorpresa, la maggior parte arrivano da siti aziendali.

È quello che emerge da una ricerca realizzata dalla ComScore Media Metrix, dove si scopre che gli impiegati che al lavoro non possono seguire l’andamento della guerra sui network televisivi, si aggrappano al Web per essere aggiornati.

Così i principali siti di informazione online hanno visto la loro audience salire dell’82 % il lunedì 24 marzo, in rapporto alla normale media giornaliera calcolata sui quattro lunedì precedenti.
“Con un accesso limitato alla televisione o alla radio durante le giornate di lavoro – spiega la ricerca – gli utenti contano soprattutto su Internet come principale fonte d’informazione per avere notizie fresche”.

I principali siti informativi online, infatti, hanno visto crescere dell’85 % la presenza di internauti che si connettevano dal loro posto di lavoro, contro una crescita di solo il 13 % per gli utenti che si connettevano da casa.

Durante periodi come questi (la guerra in Iraq), le persone si avvicinano ai siti Internet più frequentemente che in periodi “normali”.

Gli americani usano Internet per aver accesso a informazioni che non sono disponibili sui media tradizionali, come ad esempio le immagini dei prigionieri di guerra censurate sulle televisioni e sui giornali.

Internet, poi, dà la possibilità di spaziare in tutto il mondo raggiungendo media stranieri e, come direbbe Powell, vicini al nemico.
Infatti, domenica 23 marzo l’audience americana sul sito Internet in lingua araba del network del Qatar, Al-Jazeera è salita del 2.000 % per arrivare a un totale di circa 560 mila persone.

Sul sito della tv satellitare araba erano trasmesse le immagini dei prigionieri americani, mentre sulle reti americane era scattata un’auto-censura, seguendo le indicazioni del ministro della difesa, Rumsfeld.

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