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Nasce il primo chip Java e guarda al mercato dei palmari

08 Luglio 2002

Nasce il primo chip Java e guarda al mercato dei palmari

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aJile presenta il primo chip per palmari e smartphone in grado di eseguire codice Java senza bisogno di un runtime software

Direttamente da San Jose in California, la aJile Systems ha annunciato una novità importante per il mercato degli smartphone e dei PDA. L’azienda produttrice di semiconduttori, infatti, ha presentato il primo processore completamente compatibile con Java, che integra una Java Virtual Machine ed è in grado di eseguire codice Java in tempo reale.

Il chip (chiamato aJ-100) concorre alla creazione di un Java Communications Device, un reference design per la costruzione di telefoni cellulari di ultima generazione e di palmari. In sostanza oltre al chip il sistema dispone di 8 Megabyte di RAM, altrettanti di memoria Flash, un sistema operativo Java su ROM e numerose applicazioni pre-installate, tra cui programmi di produttività personale (PIM, applicazioni office, ecc.), di intrattenimento multimediale (streaming audio e video, lettura di mp3, ecc.) e di comunicazione, con pieno supporto alla telefonia 2,5G e 3G e alla connettività wireless.

L’utilizzo di Java direttamente a livello hardware garantisce performance notevoli a costi estremamente ridotti. Alcuni analisti hanno calcolato che l’esecuzione a livello hardware (e non tramite un interprete software) di codice Java dovrebbe essere 10 volte più veloce rispetto alla tradizionale esecuzione tramite runtime. La compatibilità Java, inoltre, rende le unità facilmente programmabili e permette la costruzione in poco tempo di una buona biblioteca di software.

Si tratta, insomma, di un sistema completo per la costruzione di dispositivi di comunicazione estremamente compatti ed economici: il “cuore” del sistema è già pronto. Basta aggiungere una struttura hardware di contorno (ampiamente personalizzabile, visto che l’unità può essere utilizzata per numerosi tipi di hardware, dai lettori mp3 ai telefoni cellulari) ed un display. Secondo Spencer Horowitz, portavoce dell’azienda, “è un sistema completo da personalizzare: i produttori di hardware non hanno altro da fare che marchiarli col loro nome ed il gioco è fatto”.

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