Se da una parte l’accordo con Berltesmann ha riportato Napster a navigare in acque più tranquille, dopo l’assalto delle majors discografiche, dall’altra la strategia commerciale che porterà al servizio a pagamento (si parla del prossimo luglio) ha creato malcontento tra i frequentatori del sito.
Secondo quanto prevede Jupiter MMXI, in base a una ricerca condotta sull’audience europea di Napster, solo la metà degli utenti ha dichiarato che si abbonerà al servizio. L’istituto di ricerca ha misurato le caratteristiche dell’audience, in maggioranza uomini (le donne sono solo il 23%), individuando due diverse tipologie.
Metà dell’utenza è rappresentata dagli utenti cosiddetti “senior”, di età superiore ai 24 anni e con disponibilità di reddito. I senior più facilmente pagherebbero delle tariffe per il servizio.
L’altra metà comprende invece i giovani, che dispongono di basso reddito, ma che sono forti consumatori di musica, per la quale però difficilmente pagherebbero online.
Secondo Mark Mulligan, Music Analyst di Jupiter MMXI, la prospettiva di un Napster a pagamento escluderebbe il mercato giovane: “Attrarre e fidelizzare i giovani oggi è cruciale per la sopravvivenza di servizi come Napster, che hanno bisogno di costruire una forte fedeltà alla marca di fronte a un panorama europeo che prevediamo sarà sempre più competitivo”.

“Per conservare l’importante porzione di audience giovane che ha oggi – continua Mulligan – Napster deve continuare a offrire un servizio gratuito, ma rendendolo “meno attraente”, magari con una qualità di audio inferiore e contenuto e pubblicità più limitati. Cose che avrebbero poco appeal per utenti in grado di pagare, che quindi sceglierebbero di beneficiare di download di qualità superiore e di un servizio migliore.
Intanto Fanning e la sua cordata di legali sono tornati in tribunale per la causa intentata dalle case discografiche. Se le parti giungeranno a un accordo, permettendo così al servizio di “scambia-file” di rimanere attivo, Napster dovrà senz’altro rivedere le strategie di business per tenere conto del sempre più significativo mercato europeo. In particolare i mercati spagnolo e italiano, che, secondo l’analisi di Jupiter MMXI, presentano l’audience di Napster più consistente a livello europeo. La ricerca, condotta nel gennaio 2001, pone al terzo posto la Germania, seguono Danimarca, Svizzera, Francia e Gran Bretagna.
“Comunque, – conclude Mulligan – se la decisione della corte riguardo Napster sarà di chiudere il servizio, conseguenza inevitabile per l’industria discografica sarà che 5 milioni di europei verranno spediti verso alternative di mercato come Gnutella, spostando semplicemente il problema altrove”.