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Musica su Internet, la Riaa attacca alcune reti universitarie

29 Aprile 2003

Musica su Internet, la Riaa attacca alcune reti universitarie

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La RIAA, l'associazione che difende gli interessi dell'industria musicale americana, ha denunciato gli amministratori di sistema di tre università, chiedendo un risarcimento da capogiro

La Recording Industry Association of America – che rappresenta le maggiori case discografiche a livello mondiale, come Vivendi Universal, Sony, AOL Time Warner, Emi e Bertelsmann – ha sporto querela nei confronti degli amministratori di sistema di tre università americane, affermando che attraverso le reti interne, destinate esclusivamente agli studenti, vengono scambiati illegalmente file musicali.

Secondo le stime effettuate dalla Riaa, sinora sarebbero stati scambiati circa 2 milioni e mezzo di file musicali.

In particolare, l’associazione ha denunciato due studenti del Rensselaer Polytechnic Institute, uno dell’Università di Princeton e un altro dell’Università di Tecnologia del Michigan, con l’accusa di pirateria informatica musicale e ha richiesto un risarcimento danni per l’esorbitante somma di 150.000 dollari per ciascuna opera coperta dal diritto d’autore.

La RIAA, che ritiene che circa il 9% del calo delle vendite di Cd del 2002 sia imputabile proprio alla pirateria online, ha così aggiunto un’altra iniziativa a quelle già intraprese per cercare di combattere lo scambio di file musicali in Rete.

L'autore

  • Annarita Gili
    Annarita Gili è avvocato civilista. Dal 1995 si dedica allo studio e all’attività professionale relativamente a tutti i settori del Diritto Civile, tra cui il Diritto dell’Informatica, di Internet e delle Nuove tecnologie.

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