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Musei del computer online

05 Luglio 2001

Musei del computer online

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La volontà di creare strutture museali è tradizionalmente collegata agli aspetti umanistici, artistici e storici. Dopo la rivoluzione industriale la crescente importanza economica, politica e sociale della tecnologia ha fatto crescere la tendenza verso musei che raccontano la storia della tecnica e delle "cose" che ci circondano

Sono così nati in giro per il mondo diversi, variopinti e curiosi musei da quello del turacciolo a quello dell’automobile, dal museo del vino a quello del formaggio. Nell’ultimo secolo il fenomeno si è ulteriormente arricchito con lo sviluppo allargato dei cosiddetti musei della cultura materiale che vogliono raccontare la “storia povera e ricca” della vita e delle persone.

La tendenza alla “museizzazione” ha ovviamente coinvolto i protagonisti della rivoluzione informatico-telematica dell’ultimo quarto di secolo: i Computer.

Soprattutto negli USA e, ovviamente, nelle zone a maggiore concentrazione tecnologica come la Silicon Valley o l’area di Boston e New York, sono nati diversi musei creati da aziende o da privati, con taglio scientifico o amatoriale. Si tratta di luoghi interessanti per appassionati, addetti ai lavori o gente comune, utili per capire l’evoluzione di hardware e software che sono stati protagonisti di una corsa nel tempo che spesso fa dimenticare velocemente il passato.

L’informatica ha ormai una storia consolidata fatta di scoperte, tecnologie, marketing, successi e tonfi. Una storia che se compresa può far capire meglio i come e i perché di quello che accade oggi. I musei del computer permettono di confrontare gli oggetti, i computer, le tastiere, i monitor e quant’altro per rendere evidente quanto e in quanto poco tempo, le tecnologie si sono evolute.
Per quelli che non vogliono o possono spostarsi, esistono poi le versioni virtuali dei musei, siti Internet in cui si possono trovare decine di fotografie o di storie relative ai computer. Si tratta di raccolte spesso più focalizzate sull’hardware che sul software. È, infatti, più facile raccogliere gli oggetti che i programmi, anche se varrebbe la pena sviluppare maggiormente i musei del software per comprendere meglio le transizioni e le evoluzioni dei programmi

Il più completo è, probabilmente, il sito del Computer Museum History Center nato nel 1996 a Mountain View in piena Silicon Valley con alle spalle alcune fra le maggior aziende di software e hardware. Il museo presenta delle splendide cronologie sulla storia dei processori, dei computer e di Internet; possiede una collezione di 3.000 oggetti, 2.000 filmati, 5.000 fotografie e diversi gigabyte di archivi di software “d’antiquariato”. La maggior parte di questo materiale è accessibile dal sito Web attraverso il quale è possibile interrogare il ricco archivio del museo.

Esistono poi i musei istituzionali delle storiche aziende dell’ICT che celebrano in questo modo la loro storia. Microsoft, per commemorare, nel 2000, il suo venticinquesimo anniversario di vita, ha creato il Microsoft Museum, accessibile anche via Internet in cui racconta la sua storia attraverso gli avvenimenti e i programmi più significativi che hanno caratterizzato la vita del gigante di Redmond.

Esiste anche un museo dedicato alle calcolatrici prodotte da Hewlett-Packard, che però non è direttamente sponsorizzato da HP.

Una sezione a parte la meritano i musei dedicati ai prodotti di Apple i cui appassionati si sono dati da fare per riuscire a creare diversi contenitori online dedicati ai successi della casa di Steve Jobs. The Apple Museum è una collezione ricchissima di fotografie e documenti sulla storia degli Apple, con una descrizione dettagliata di tutti i modelli rilasciati, con addirittura la storia dell’interfaccia del Macintosh e con le più belle pubblicità realizzate per promuovere i prodotti. Altrettanto interessante, ma meno completo è The Apple Online Museum, con le biografie dei maggiori protagonisti della storia di Apple.

Anche le vicende di Netscape pare abbiano attirato l’attenzione degli internauti. Ben due siti sono dedicati al browser che ha fatto la storia della Rete. Il sito “Origin of a browser, the Netscape museum ” è pieno d’informazioni sulla storia e volendo sulla leggenda dei creatori di Netscape Communication e sulle caratteristiche delle diverse release del browser. Meno serio, ma più curioso, è “The Mozilla Museum“, dedicato integralmente a immagini della mascotte di Netscape.

Un’iniziativa interessante in campo “paramuseale” è il progetto Time-Warp, che tenta di raccogliere e archiviare reperti e informazioni relative a tutte le scoperte tecnologiche del ventesimo secolo: elettrodomestici tecnologici, calcolatrici, radio, televisori, computer. Del vero modernariato tech-virtuale.

L'autore

  • Vittorio Pasteris
    Vittorio Pasteris è un giornalista italiano. Esperto di media, comunicazione, tecnologia e scienza, è stato organizzatore dei primi Barcamp italiani e collabora con il Festival del giornalismo di Perugia.

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