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Morte di una caffettiera

14 Marzo 2001

Morte di una caffettiera

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Tutte le grandi epopee sono segnate da persone o cose che le simboleggiano. Anche gli esordi di Internet, non sfuggono a questa regola.
La mitica caffettiera, cessa la sua opera e va in soffitta.

Tutti i primi utenti se la ricordano bene, la cybercaffettiera dell’Università di Cambridge, una delle prime trasmissioni video su Internet.

Dopo sette anni di onorato – e inutile – servizio, va in pensione con un po’ di nostalgia in tutti noi. Un po’ come successe con l’avvento delle motrici diesel a scapito delle vecchie locomotive a vapore.

Il motivo addotto dai suoi “carnefici”, gli stessi ricercatori del laboratorio di informatica dell’università che la misero sul fornello per la prima volta, è l’obsolescenza del concetto che stava alla base di questa rappresentazione e che adesso, dopo che per anni era stata considerata come un’innovazione, rischia di essere una semplice reliquia di un’epoca passata.

Ideata da Quentin Stafford-Fraser, stanco di alzarsi per controllare se il caffè era pronto, questa caffettiera connessa in diretta sul Web attraverso una videocamera digitale, aveva attirato nel corso degli anni circa 2,4 milioni di utenti Internet di tutto il mondo.

Adesso la caffettiera online dobbiamo farcela da soli, magari utilizzando uno dei tanti programmi dati in uso acquistando una delle webcam presenti sul mercato.
Oppure, dovremo accontentarci dei numerosi consigli offerti dagli amici di Stafford-Fraser per preparare il caffè o per “allungarlo” facendo passare la giornata di lavoro.

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