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Morte del webdesign(er)

19 Ottobre 2015

Morte del webdesign(er)

di

L'azienda vuole un nuovo sito web e per risparmiare qualcosetta individua una possibilità di tagliare i costi: indovinate dove.

Buonasera, dottore. Sono Accomazzi. Sì, è un po’ che non ci si sente. Tutto bene? La famiglia? I cani? L’amministratore delegato? Perfetto. Sì, esatto, la chiamo dopo aver ricevuto la notizia che suo cugino — a cui lei aveva affidato il restyling del sito — ha deciso di andare in Australia a fare il cameriere. Bisognerà trovare un’altra soluzione. Fortunatamente noi abbiamo a vostra disposizione una selezione di web designer molto preparati, e volevo appunto suggerire…

Ah, dica, dica.

Certo, io ho molto rispetto per il fatto che lei naviga il web nel tempo libero da quasi dieci anni… <sottovoce> e probabilmente conosce YouPorn a menadito, anche se verrebbe piuttosto voglia di menzionare parti del corpo che non sono il dito… </sottovoce>. Ahem. Però tenga presente che saper usare non significa necessariamente saper fare. Anche se le do perfettamente ragione se lei mi dice che la sostanza è più importante della forma.

Secondo il 76% degli intervistati su Hubspot, la funzionalità deve sempre avere la meglio sull'estetica.

Il 76% risponde il sito deve rendere facile il reperimento dell’informazione cercata.

Vede, dottore, da anni sento ripetere che il web design è morto. Una solfa cominciata alla fine degli anni novanta quando si sono inventati i primi programmi per scrivere (male) pagine web senza necessariamente conoscere lo HTML, poi continuata quando WordPress e succedanei si sono diffusi. Anche se le do perfettamente ragione se lei mi dice che oggi esistono temi grafici pronti per l’uso e acquistabili per pochi spiccioli.

Io mi limito a ricordarle che un sito su misura è un sito superiore, sempre. Mettiamola così: se la forma deve seguire la sostanza, non le pare che il sito vada disegnato in funzione dei contenuti che voi volete piazzarci, e non il contrario? Sì, costa di più, ma il webdesigner immaginerà la navigazione sul vostro sito posizionando gli elementi in un wireframe, farà più proposte e voi ne potrete scegliere una e discuterla, produrrà uno HTML su misura verificandolo con tutti i browser più recenti, curerà che l’indicizzazione sui motori di ricerca funzioni come serve a voi.

Ah ah, ma certo, facciamo come dice lei. Mica l’ho sposato, il webdesigner, si figuri. Va bene. Tante care cose, a presto.

Clic.

Sospiro.

Paolo? Intanto che io mando un post ad Apogeonline — e se non me lo prendono a un altro sito che conosco — vai sul nostro sito, sezione portfolio, e togli il link verso il sito del dottore. No, è che mi vergogno per lui.

L'autore

  • Luca Accomazzi
    Luca Accomazzi (@misterakko) lavora con i personal Apple dal 1980. Autore di oltre venti libri, innumerevoli articoli di divulgazione, decine di siti web e due pacchetti software, Accomazzi vanta (in ordine sparso) una laurea in informatica, una moglie, una figlia, una società che sviluppa tecnologie per siti Internet

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