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Modificato l’accordo amichevole tra Governo americano e Microsoft

04 Marzo 2002

Modificato l’accordo amichevole tra Governo americano e Microsoft

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Le critiche di utenti, Stati federali e associazioni riguardo il famoso accordo amichevole tra Microsoft e il governo americano hanno sortito effetti.
I due contraenti l’accordo, infatti, hanno deciso di modificarlo come hanno dichiarato gli stessi in un documento.

Non sono state tolte solo aspetti di facciata come chiarimenti di linguaggio là dove il testo era confuso e poco chiaro, ma anche contenuti sostanziali.
Come la clausola di attribuzione a Microsoft da parte dei fabbricanti di computer e fornitori di applicazioni Internet, di licenze operative sui loro diritti di proprietà intellettuale se diventavano necessarie per permettere a Microsoft di rispettare i termini dell’accordo amichevole.

Una clausola, questa, sulla quale Microsoft aveva molto insistito durante i negoziati.
Questo aspetto che l’azienda aveva voluto inserire a tutti i costi, aveva suscitato non poche critiche e alcuni giudicavano che Microsoft avrebbe potuto approfittarne per appropriarsi di proprietà intellettuali altrui.

“Microsoft continua a pensare che la clausola sia ragionevole e giustificata – insiste l’azienda in un documento depositato in tribunale – ma per eliminare ogni confusione e facilitare l’approvazione rapida dell’accordo, Microsoft ha consentito al ritiro della clausola”.

Un gesto di magnanimità che sarà costato caro ai vertici aziendali, malgrado sia stato presentato come una concessione.

Dal canto suo, per non essere da meno, il dipartimento di Giustizia (che rappresenta il governo) ha dichiarato che le modifiche sono delle “raffinature” decise dopo la lettura di più di 30 mila commenti ricevuti durante il periodo di consultazione pubblica di due mesi e concluso a fine gennaio.

Tuttavia, conclude il dipartimento, ritiene sempre che l’accordo è “nel pubblico interesse”.

“Le modifiche annunciate oggi (giovedì scorso per chi legge ndr.) – afferma Charles James, responsabile della divisione antitrust del DoJ, il dipartimento di Giustizia – rendono ancora più efficace questo accordo amichevole”.
E aggiunge che i nove Stati che lo avevano sottoscritto hanno approvato le modifiche.

Gli altri cambiamenti riguardano sostanzialmente, dicevamo, aspetti di poca chiarezza di linguaggio contenuti nelle clausole e per questo criticate dal pubblico.

Con queste modifiche, dunque, le due parti sottoscrittrici sperano di convincere il giudice Colleen Kollar-Kotelly ad approvare l’accordo.

Ma cosa pensano dall’altra parte della barricata rispetto a queste modifiche?

A prendere la parola è stato il ministro della Giustizia (nel sistema americano, l’Attorney general) dello Iowa, uno degli Stati più duri nella guerra contro Microsoft, che ha liquidato la questione rilasciando alla AFP un laconico “studieremo le modifiche”.

I nove Stati che non hanno sottoscritto l’accordo amichevole, infatti, sono sempre più convinti che sia necessario e doveroso applicare sanzioni severe contro l’azienda e si stanno preparando a dare battaglia in tribunale, quando l’11 marzo a Washington riprenderanno le udienze del processo con le testimonianze di Steve Ballmer e, soprattutto, di Bill Gates.

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