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MipTv 2002: alla ricerca dei rich-media

22 Aprile 2002

MipTv 2002: alla ricerca dei rich-media

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La tv-interattiva stenta a decollare. La soluzione indicata è quella di "Produrre in multipiattaforma" per ottimizzare i costi e moltiplicare le possibilità

La notizia del licenziamento di Pierre Lescure, il presidente e simbolo di Canal Plus, messo alla porta dal gran patron di Vivendi Jean Marie Messier, è arrivata come un fulmine sull’ultima edizione del MipTv, la sera del 16 aprile, proprio quando sul porto di Cannes fervevano i preparativi per la serata evento organizzata dalla pay-tv francese per la presentazione di “The Lights of Brindisi”, nuovo progetto tv dedicato all’emigrazione in Europa e in Italia.

Il modello della pay-tv in Europa è in crisi. La rovinosa caduta di Leo Kirch sotto il peso di debiti per 6,5 miliardi di euro, potrebbe essere solo la punta di un iceberg: la spirale dei costi dei diritti degli eventi sportivi e del grande cinema, mette in difficoltà, infatti, anche altre Pay-tv. Canal Plus registra 500 milioni di euro di deficit e un calo dell’11 per cento degli abbonamenti. In crisi anche la Qiero tv spagnola e in fallimento la ITV Digital in Gran Bretagna. Resiste Tps in Francia (quella che ha più sviluppato il modello interattivo), ma il suo amministratore delegato ammette che “lo stato del mercato non è buono”.

La tv-interattiva intanto stenta a decollare, come è stato riconosciuto alle conferenze organizzate nella sessione MipNet. La soluzione indicata è quella di “Produrre in multipiattaforma”, per ottimizzare i costi e moltiplicare le possibilità. “Siamo specializzati in contenuti per giovani e produciamo nello stesso tempo per la televisione, anche in versioni interattive, per Internet in larga banda, per il Dvd, per le consolle di giochi e per il wireless” spiega Eric Huc della società francese Bionik, che ha lanciato per esempio “Civilisation”, un programma di edutainement e gioco: la storia di quattro civiltà nel pianeta diffusa da Tv5 e prodotta anche nei vari formati interattivi.

Un’altra serie multipiattaforma è “Terre et Mistère” sugli animali e l’esplorazione geografica. Ai contenuti per i “rich-media” guarda anche l’italiana E.biscom, che al MipTv ha concluso cinque accordi con grandi distributori, tra cui Vivendi Universal, per arricchire i programmi dell’Internet video di Fastweb. Sul fronte della televisione più tradizionale è ardua la ricerca di nuovi Format, mentre ancora impazza la “Real-Tv”.

La novità è che anche la tv generalista ora cerca ora di fare profitti sul Web: la seconda edizione di Loft Story (il Big Brother francese), lanciata l’11 aprile, riparte su Internet con servizi a pagamento e con un’esclusiva per la larga banda concessa a Club-Internet (il provider di Deutsche Telecom) che potrà mostrare i video dal Loft in tempo reale. Lo scorso anno il sito di Loft story ha registrato 3 milioni di visitatori e 90 milioni di pagine viste. Quest’anno il sito ad accesso gratuito contiene le notizie quotidiane sulla trasmissione, la galleria di foto e una chat, più la boutique dei prodotti derivati (suonerie per i telefonini, logo, magliette, ecc).

C’è poi un Fans Club a pagamento, per 1,68 euro alla settimana, che dà la possibilità di entrare in una chat 3D, di colloquiare in esclusiva con i protagonisti del Loft e di concorrere per assistere alla trasmissione negli studi tv. Per accedere alle telecamere a 360 gradi che mostrano quotidianamente i partecipanti al Loft Story bisogna abbonarsi a Club-Internet o pagare O,56 euro per 15 minuti di video, attraverso un numero Audiotel. Anche per partecipare alle votazioni sulle eliminatorie si usa un numero pagante (0,56 euro a chiamata). Insomma un business per l’interattività. Ma paradossalmente il più grande successo televisivo interattivo dell’anno, la trasmissione inglese “Pop Idol”, si è basato sulla più semplice forma di interattività: quella telefonica. Programma evento incentrato su un concorso musicale per lanciare una nuova star scelta tra 10 mila esordienti, Pop Idol ha registrato nella serata finale del 9 febbraio 14 milioni di telespettatori (il 59,4 per cento dell’audience) e 9 milioni di partecipanti al voto attraverso il call-center.

Il vincitore, Will Young, un giovane cantante di 23 anni nelle settimane successive alla trasmissione ha venduto decine di migliaia di copie del suo primo disco.

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