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MICSU: master per umanisti informatici a Milano

10 Gennaio 2005

MICSU: master per umanisti informatici a Milano

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Di informatica-umanistica si parla e si continua a parlare da tempo ma, mentre alcuni corsi post-laurea scompaiono dal panorama didattico italiano dopo pochi anni, il MICSU, master universitario in Metodologie di base dell'Informatica e della Comunicazione per le Scienze Umanistiche, è giunto alla sua sesta edizione

Questo a testimonianza della convinzione che il mondo del lavoro ha sempre più bisogno di professionalità trasversali in grado di rapportarsi sia con i contenuti, sia con gli strumenti e le tecnologie informatiche adatte alla loro diffusione.

Il corso, promosso dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Milano in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia e il Dipartimento di Informatica e Comunicazione, si svolgerà, come di consueto, a Sesto San Giovanni (MI) presso gli edifici dell’OMC (Officina Multimediale Concordia). Le lezioni inizieranno verso la fine di febbraio 2005 e, grazie ai finanziamenti del Fondo Sociale Europeo, la partecipazione è gratuita. L’ammissione è riservata ai possessori di un titolo di laurea in materie umanistiche (il tetto massimo è fissato per quest’anno a 30 partecipanti), mentre il requisito fondamentale è un reale interesse per le materie insegnate, insieme alla volontà di affrontare un percorso di formazione e studio che richiede, per essere proficuo, un notevole dispendio di tempo ed energie.

Che cosa quindi si insegna al MICSU? E come si apprende?

Il MICSU prevede 800 ore suddivise tra lezioni teoriche, laboratori/progetti e stage in azienda.

Tra le lezioni hanno un peso preponderante quelle che introducono lo studente alla conoscenza di alcuni importanti linguaggi informatici. Le lezioni di Java, PHP, HTML, XML e SQL hanno lo scopo di mostrare il funzionamento e le architetture delle piattaforme Web-based con cui un umanista deve essere in grado di rapportarsi sia da un punto di vista operativo, sia un punto di vista progettuale.

Parallelamente molte ore in aula sono dedicate a una introduzione dei principi generali dell’informatica, alla conoscenza di base delle architetture di rete e all’esplorazione dei sistemi operativi Windows e Linux.

Poco spazio viene invece dedicato – durante le lezioni – all’apprendimento di specifici applicativi. In questo senso la pratica è lasciata alla volontà e agli interessi del singolo studente che ha a disposizione, in un apposito laboratorio, una propria macchina su cui sono installati il sistema operativo Windows e Linux, insieme a numerosi applicativi: si va dalle più diffuse suite per l’ufficio, ai principali editor per la gestione di pagine Web e per lo sviluppo di immagini e formati per la stampa.

Non mancano alcuni dei più famosi browser (come Explorer e Mozilla), client di posta elettronica e instant messanging e diversi software (open source e freeware) sviluppati per lavorare sul codice. L’idea – come precisa il coordinatore del corso, prof. Edoardo Ballo – è quella di lasciare gli studenti liberi di approfondire la propria conoscenza degli strumenti informatici, appoggiandosi per qualsiasi problema all’esperienza dei docenti.

Dal MICSU devono infatti uscire umanisti in grado di lavorare anche direttamente con gli strumenti digitali (questo è senza dubbio un requisito fondamentale per il loro primo posizionamento nel mondo del lavoro), ma soprattutto forniti di un approccio critico alla soluzione dei problemi, piccoli o grandi, che sono all’ordine del giorno in ogni realtà lavorativa e questo approccio lo si può imparare solo attraverso la pratica quotidiana.

Un altro importante blocco di lezioni analizza le tematiche legate ai media e al mondo della comunicazione. Vengono affrontati temi relativi all’e-learning (e più in generale alla comunicazione online) e alla sua applicazione in ambito didattico o lavorativo. Inoltre si parla molto di editoria online e offline, cercando di evidenziare i rapporti tra le due e di mettere a fuoco le problematiche proprie dello sviluppo di un prodotto editoriale “multimediale”.

L’ultimo segmento di lezioni è quello più teorico. Precisamente, si discute di informatica umanistica. Alcuni docenti universitari (filosofi e storici, archivisti e biblioteconomisti) espongono il proprio punto di vista sulle ripercussioni che le innovazioni tecniche possono avere sulle proprie discipline, tratteggiando possibili scenari lavorativi, attinenti alle proprie competenze, in cui gli studenti potrebbero venir impiegati.

Laboratori e progetti

Oltre a seguire le lezioni lo studente è invitato, come già accennato, a dedicare molto tempo ai diversi laboratori/progetti. Alcuni si esauriscono nel corso di poche settimane, altri continuano per quasi tutta la durata del master. Si tratta di lavori personali ma soprattutto collaborativi, fortemente voluti dal corpo docente anche per indurre lo studente a confrontarsi con le dinamiche di gruppo che sono sempre più alla base del mondo lavorativo odierno. Ad esempio, nella passata edizione gli studenti, suddivisi in team di lavoro, hanno svolto studi pratici sul Semantic Web, sul Marketing e sul Marketing culturale online e offline, sul Web Tracking, sulla Didattica e la formazione online e sulle variabili e i linguaggi che influenzano la comunicazione sul Web. I risultati sono stati presentati il 26 maggio 2004 durante la Seconda conferenza per la comunicazione elettronica svoltasi nell’aula Crociera Alta dell’Università degli Studi di Milano.

Parallelamente a questi progetti, gli studenti sono chiamati a gestire un blog, un diario digitale che permette loro di pubblicare online, sul sito del master, spunti di riflessioni, idee, risorse, nonché i progressi del proprio percorso di apprendimento. Dallo scorso anno, poi, all’interno del ciclo di lezioni di Editoria Multimediale tenute dal prof. Gianpiero Lotito, è nato un blog in collaborazione con Kataweb (Gruppo Editoriale L’Espresso).

Si tratta di Cervelli Sbloggati; su questo secondo diario gli studenti possono dilungarsi su temi più ampi, che riguardano le emozioni legate alla proprie esperienze professionali, ma non solo. L’esperimento ha avuto un buon successo e verrà probabilmente arricchito dai contributi degli studenti del prossimo anno, i quali potranno quindi sia cimentarsi con un importante strumento di pubblicazione online, sia linkare i propri profili, i propri curriculum, a un sito ad alto numero di accessi come Kataweb.

Stage

Al termine delle lezioni, gli studenti svolgeranno un periodo di stage in azienda o in strutture universitarie convenzionate. Anche in questo caso, agli studenti viene data la possibilità di muoversi personalmente per trovare le soluzioni che ritengono più idonee alle proprie aspirazioni; l’Università si limita a sincerarsi della validità del progetto formativo proposto dall’azienda in questione e ad attivare le opportune pratiche assicurative. È il master stesso a indirizzare gli studenti, cercando di trovare soluzioni coerenti con le conoscenze sviluppate e le capacità emerse durante il corso. Anche per questo sul sito Web del MICSU è sempre attiva una sezione “mail” attraverso la quale le aziende interessate possono contattare gli organizzatori per richiedere studenti in stage (della durata di 280 ore).

Contatti e informazioni

Informazioni sulle selezioni, sul programma del master e sulla possibilità di richiedere studenti in stage sono disponibili sia sul sito ufficiale del master, sia nella sezione Master del sito Web dell’Università degli Studi di Milano.

L'autore

  • Fabio Brivio
    Fabio Brivio laurea in Storia Medievale e master in Informatica e Comunicazione, è il Responsabile per l'Editoria e la Formazione in Apogeo. Si interessa alla ricerca e allo sviluppo di soluzioni per l’editoria digitale e crede nella sinergia tra scienze umane e tecnologia. Ha ideato e coordinato lo sviluppo di un CMS utilizzato dagli editori del Gruppo Feltrinelli. Lo potete trovare in Rete partendo da briv.io oppure in cammino lungo qualche antica via tra Santiago, Roma e Gerusalemme.

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