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Microsoft toglie i primi veli su Windows Longhorn

12 Maggio 2003

Microsoft toglie i primi veli su Windows Longhorn

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La prossima versione di Windows (nome in codice Longhorn), avrà una grafica molto più ricca ed esigerà maggiori risorse hardware. In questo modo Microsoft cerca di rilanciare il mercato dei Pc, ma anche di controllarlo maggiormente

Durante la 12a edizione della WinHEC (Windows Hardware Engineering Conference), che si è svolta la scorsa settimana a New Orleans, Microsoft ha rivelato numerosi dettagli della prossima versione di Windows, la cui uscita è prevista tra la fine del 2004 e l’inizio 2005.

Longhorn (già conosciuto con il nome in codice Avalon) si caratterizza principalmente per un’interfaccia grafica particolarmente sofistica (Aero), che ricorda molto quella di Mac OS X. Basata su DirectX9, Aero necessita, com’è lecito attendersi, molta capacità di calcolo e notevoli risorse hardware a causa della nuova architettura 3D dell’interfaccia stessa, che gestisce finestre totalmente indipendenti l’una dall’altra. Un’autentica manna per i produttori di processori 3D come ATI o Nvidia che, infatti, erano presenti in grande stile alla conferenza di New Orleans.

Con Longhorn, Microsoft fornirà, per la prima volta, un insieme di driver per gestire l’audio dei Pc tramite la sua Universal Audio Architecture, una soluzione che supporterà, di default, le periferiche audio USB, Firewire e Azalia (il prossimo processore Intel dedicato alle funzioni audio).

Anche il sistema di gestione dei file di Windows è stato interamente rivisto. NTFS, il sistema di gestione dei file dell’hard-disk, sarà sostituito da WinFS (Windows Future Storage), che è anche al centro della prossima versione di SQL Server 2003, prevista per quest’estate. I file saranno indicizzati e il loro accesso sarà più rapido.

La nuova versione di Windows – tramite Palladio o, più esattamente, NGSCB (Next Generation Secure Computing Base) – punterà anche molto sulla sicurezza. Quattro i pilastri di questa nuova architettura: una certificazione che riconoscerà l’identificativo del Pc e le applicazioni presenti; la protezione delle informazioni tramite il crittaggio dei dati; l’isolamento dei processi e la protezione delle interfacce di entrata-uscita (tastiera, mouse, porte USB, monitor, ecc.), attraverso un meccanismo di firme digitali incrociate.

L’introduzione di NGSCB ha già sollevato numerose polemiche (vedi l’articolo di Paolo Attivissimo), perché, come appare evidente, oltre a rendere più sicuri i Pc di prossima generazione, Palladium potrà anche renderli meno controllabili da parte dell’utente, in definitiva, meno democratici, soprattutto meno aperti a software e hardware non certificato. Da Microsoft, presumibilmente.

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