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Microsoft prende tempo e chiede una revisione su un punto della sentenza

23 Luglio 2001

Microsoft prende tempo e chiede una revisione su un punto della sentenza

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“Elementi cruciali sono stati lasciati di lato – o mal interpretati – su una questione tecnica, per sapere se Microsoft ha o non “mescolato” in Windows i codici legati al suo browser Internet Explorer e questo legato ad altre funzioni del software”.

Questa la risposta dell’azienda di Redmond, con la quale chiede alla Corte d’appello di Washington di rivedere un punto preciso della decisione resa il 28 giugno.
Con questo dossier consegnato ai giudici, Microsoft prende tempo fino al 3 agosto, data nella quale il governo e i 18 stati che hanno voluto il processo antitrust contro l’azienda avranno tempo per rispondere.

A fine giugno, se la Corte d’appello ha rigettato l’ipotesi di scioglimento sollevata dal giudice Jackson in primo grado ha, però, confermato il comportamento scorretto e anticoncorrenziale di Microsoft, rimandando la causa nuovamente davanti a un giudice di primo grado.

Soluzione che il governo e gli stati hanno cercato di accelerare, chiedendo che il dossier fosse mandato “il più velocemente possibile” al giudice per istruire un nuovo processo.

Sulla richiesta di Microsoft, citata all’inizio, i sette giudici della Corte d’appello avevano giudicato che “un tale miscuglio ha un effetto anticoncorrenziale: il miscuglio di codici impedisce in effetti ai fabbricanti di computer di installare sulle loro macchine browser concorrenziali e riduce la proporzione di utilizzo dei sistemi concorrenti”.

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