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Microsoft, la festa è finita?

28 Gennaio 1999

Microsoft, la festa è finita?

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L'impero Microsoft rischia di crollare, anche senza l'aiuto dell'antitrust americano. Ecco perché.

Lasciatemi fare una necessaria premessa. Non sono uno che ce l’ha con Microsoft per partito preso, come invece sembra essere di moda ultimamente. Riconosco a Microsoft, in particolare con Windows, il merito di aver dato all’informatica basata sul PC la standardizzazione che le mancava disperatamente (e di cui gli utenti Mac godevano già da un pezzo).

Ricordate i tempi in cui ogni programma usava i tasti funzione in modo diverso e i produttori di software non si mettevano d’accordo nemmeno sulla consuetudine di usare F1 per invocare l’help? E la configurazione della stampante, che bisognava fare per ogni singolo programma? Ogni tanto fa bene guardarsi indietro per apprezzare quanta strada abbiamo percorso, anche grazie a Microsoft.

Ma sto annusando l’aria (informaticamente parlando), e quello che fiuto mi dà l’impressione che adesso le cose stiano prendendo una brutta piega per Microsoft, e non certo per colpa del tanto strombazzato processo antitrust.

I veri problemi di Microsoft stanno altrove. Un fatto poco noto è che la macchina stampasoldi di Bill Gates non è il pubblicizzatissimo Windows 95/98 che usano i comuni mortali sul PC, ma la versione professionale di Windows per il lavoro in rete, sinora denominata Windows NT e recentemente ribattezzata Windows 2000. Nel bilancio di Microsoft, Windows 95/98 è una nota a margine rispetto alle entrate generate sin qui da Windows NT. E questa macchina stampasoldi si è inceppata, bloccata dal suo stesso peso. In più c’è anche un piccolo problema di calendario…

Windows 2000 è maledettamente in ritardo. Il prodotto era originariamente previsto per fine 1998, ma Microsoft non osa definire una nuova data di consegna: ha annunciato il terzo beta test per il primo trimestre del 1999. Molti analisti sospettano che Windows 2000 terrà fede al suo nuovo nome e uscirà, appunto, nel 2000. Peggio ancora, consigliano di attendere il primo service pack (kit di correzione degli errori), previsto per il 2001, prima di adottare Windows 2000 per i sistemi aziendali vitali. Visti i precedenti (Windows 95, ad esempio), lo scenario è plausibile.
Di conseguenza c’è una massiccia crisi di entrate. L’ultimo upgrade a pagamento di Windows NT risale addirittura al 1996 (la versione 4.0), e l’85% degli attuali utenti di NT l’ha già acquistato (questi e altri dati sono tratti da Fortune dell’11/1/1999). Da loro, quindi, non arriveranno molti altri soldi per Microsoft fino all’uscita di Windows 2000.

E ormai è troppo tardi

La crisi si complica ulteriormente per un problema di calendario, dicevo: l’arrivo del 2000, con tutti i problemi informatici che il cambio di millennio comporta (sì, lo so che tecnicamente il millennio comincia nel 2001, ma è un’altra storia). Il giustificato terrore con cui qualsiasi azienda anche vagamente informatizzata vivrà il passaggio dal 1999 al 2000 e i mesi precedenti e successivi significa che pochissime aziende passeranno a nuovi sistemi operativi in quel lungo periodo. Meglio volare bassi e usare quello che si sa che funziona, piuttosto che rischiare con un aggiornamento proprio in un momento così critico.

Windows 2000 soffre di gigantismo incurabile

A furia di integrare nuove funzioni, Windows 2000 è arrivato a 35 milioni di righe di codice sorgente. A titolo di confronto, Windows NT 3.51 ne aveva 5 milioni e Windows NT 4.0 si accontentava di 12. Un sistema operativo della concorrenza come Solaris della Sun ha circa 11 milioni di righe di codice (questo conteggio non include pero’ tutte le funzioni di Windows 2000, che Sun offre a parte). John McFarlane, vicepresidente per la politica aziendale alla Sun, sfotte apertamente Microsoft: “Voi volereste in un aereo con 20 milioni di componenti nuovi?”. Microsoft inoltre non si sbilancia a proposito dei requisiti di sistema necessari per Windows 2000, e gli utenti (aziendali e non) sono piuttosto stufi di dover comperare computer di potenza sempre più stravagante per usare programmi sempre più ingordi.

Intanto la concorrenza avanza

C’è in particolare un concorrente che Microsoft stessa, nel cosiddetto “documento di Halloween” trafugato e poi pubblicato in Rete qualche mese fa, ha ammesso di considerare temibile: Linux. Questo sistema operativo, sostanzialmente simile a UNIX, è già ora in grado di fungere da server Web, eseguire le tipiche applicazioni da ufficio e offrire notevoli garanzie di stabilità e sicurezza. Peggio ancora, costa meno di Windows 2000. Molto meno: è gratis.
Linux viene sviluppato e perfezionato in continuazione da migliaia di programmatori sparsi per il mondo: una forza lavoro, e soprattutto una risorsa intellettuale, del tutto paragonabile se non migliore di quella che ha a disposizione Microsoft. Il fatto che il suo codice sorgente sia pubblico e di non dover ubbidire a esigenze di marketing facilita la correzione degli errori rispetto alla segretezza totale e alla stravagante ricerca estetica che circonda il codice sorgente di Windows.

Allora Microsoft è spacciata?

Direi proprio di no. Dispone di oltre 17 miliardi di dollari in contanti (dati di Fortune del 21/12/1998), vale a dire oltre ventottomila miliardi di lire (14 miliardi di euro), per cui può sopravvivere anche a una crisi di queste proporzioni. Certamente il rendimento in Borsa non sarà quello iperbolico cui siamo stati abituati. Non ne uscirà bene, ma ne uscirà.

Ma è finita un’era

Anche l’utente comune comincia a rendersi conto che i prodotti Microsoft sono tutt’altro che perfetti. A parte il processo antitrust e i dondolii autistici di Bill Gates durante la sua deposizione filmata, che comunque certo non giovano all’immagine aziendale, c’è uno stillicidio di notizie sui difetti di Windows anche nella stampa non specializzata. Cito giusto due esempi tratti dai media generalisti:

Anche Windows 98 è affetto dal “baco del 2000”

Sembra ridicolo che un programma scritto a pochi anni dal 2000 non sia in grado di gestire l’anno a quattro cifre, ma è così (anche se le funzioni vitali di Windows non sono in pericolo). Ad esempio, l’applicazione che compone i numeri di telefono non registra correttamente l’anno nel file di log delle chiamate effettuate. Con alcune versioni delle Java Virtual Machine, se un utente visita un sito Web che usa la libreria Java.txt.SimpleDateFormet e immette l’anno digitando quattro cifre, l’immissione viene troncata, per cui il 2000 diventa 00: sarà interpretato come 1900 o come 2000?. Microsoft ha già diffuso un software di aggiornamento, ma la figuraccia ormai è fatta (Fonte: Microsoft: Win 98 has “minor” Y2K problems di Erich Luening, 7/12/1998, http://www.news.com).

Dopo il baco del 2000, quello del 2001

Secondo i test, il primo aprile del 2001 la temporizzazione di Windows 95, 98 e NT sballerà di un’ora. Chi se ne frega, direte voi: ma pensate alle applicazioni aziendali, dal controllo dei cartellini dei dipendenti alla temporizzazione dei processi farmaceutici. Pensate al dosatore del Viagra che rimane aperto per un’ora di troppo, o a uno sterilizzatore convinto che sia passata un’ora quando sono trascorsi due minuti. Pensate alle agende elettroniche e alle sveglie automatiche degli alberghi il cui sistema di gestione gira sotto Windows. Grazie a un segno di uguale mancante in una libreria C++, nel 2001 Windows sbaglia a calcolare l’inizio dell’ora legale (il Daylight Savings Time americano) e si corregge da solo l’8 aprile successivo. Microsoft non ha ancora deciso se prendersi il disturbo di metterci una pezza (Fonte: http://cnn.com/TECH/computing/9901/15/ms2001.idg/index.html).
La lista potrebbe continuare, ma credo che il concetto sia chiaro.

E allora cosa facciamo?

Non è certo il caso di farsi prendere dal panico, tingersi i capelli di blu, cambiare religione o dedicarsi al piercing estremo. C’è anzi di che gioire, perché grazie a questi episodi la gente si sta finalmente rendendo conto che informatica non è necessariamente sinonimo di Windows, e già questo è un grande passo avanti. Cosa più importante, questa gente include molti responsabili di aziende che finora si sono bevuti il credo Microsoft ignorando le raccomandazioni dei loro amministratori di sistema, che si strappavano i capelli per far funzionare Windows NT.
Ma se state leggendo queste righe, il computer fa parte della vostra vita e magari è alla base del vostro lavoro.

Credo che vi convenga accettare l’ipotesi sorprendente che Windows perda il proprio ruolo di sistema operativo dominante nei prossimi anni. Se state pensando di far carriera sostenendo i reclamizzatissimi e carissimi esami di certificazione Microsoft, tenete presente che nei primi anni del terzo millennio potreste trovarvi ad aver scommesso sul cavallo perdente.
Il mio consiglio per evitare questo rischio è semplice: è ora di diversificare: la prossima volta che vi parlano di Linux, BeOS e Java come sistemi operativi, trattenete il sorrisino di compatimento e mettetevi a studiare anche quelli. Anzi, prendete sottobraccio chi vi sta parlando di queste alternative e ascoltate attentamente. Lei ha capito il futuro prima di voi.

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L'autore

  • Paolo Attivissimo
    Paolo Attivissimo (non è uno pseudonimo) è nato nel 1963 a York, Inghilterra. Ha vissuto a lungo in Italia e ora oscilla per lavoro fra Italia, Lussemburgo e Inghilterra. E' autore di numerosi bestseller Apogeo e editor del sito www.attivissimo.net.

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