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Microsoft e Intel insieme contro Nokia e Motorola

21 Febbraio 2002

Microsoft e Intel insieme contro Nokia e Motorola

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Ormai sappiamo la nuova vocazione di Microsoft è racchiusa nella filosofia.NET e su una nuova Internet libera dai fili (del telefono) e gestita con piccoli apparati portatili.
In questa direzione, forse, va letta l’intenzione del colosso americano di unirsi con un altro gigante, Intel per sviluppare una nuova piattaforma comune per l’industria telefonica e dei terminali mobili.

Un’intenzione dai contorni ancora sfumati, che vuole spingere all’emergere di nuovi grossi produttori.

“La piattaforma sarà disponibile durante il 2003”, annuncia Ron Smith, vicepresidente di Intel durante una conferenza stampa congiunta con il collega Ben Waldman, vicepresidente della divisione mobile di Microsoft, tenuta a Cannes per il Congresso mondiale del GSM.

“Vogliamo sviluppare insieme un quadro di riferimento associando i software Microsoft e i componenti Intel”, spiega Smith aggiungendo che l’iniziativa non si intende “esclusiva” e resta “aperta ad altri partner”.

Il progetto che si fonda su una piattaforma già esistente di Intel, si indirizza all’insieme dell’industria dei terminali mobili, dai produttori agli sviluppatori di software di contenuto.
Il primo obiettivo è di favorire l’espansione sul mercato di nuovi grossi fabbricanti che entrino in concorrenza con gli attuali ciclopi del settore come Nokia e Motorola.

Cauto Hans Geyer, vicepresidente e direttore generale della divisione comunicazioni mobili di Intel che alla France Presse ha dichiarato che non crede che questo porterà nuovi fabbricanti sul mercato, “ma renderà la strada più agevole a quelli già presenti e che si vogliono espandere”.

Insomma, altri ci mettano lo sforzo produttivo e loro metteranno il know-how.
Con la loro piattaforma, i due colossi americani tentano di posizionarsi sul mercato in tempo per l’arrivo entro quest’anno dei terminali mobili GPRS e prima dell’arrivo previsto per il 2003 dell’UMTS, sospirato successore del GSM.

Sulle aspettative di ritorno economico il vicepresidente di Intel rimane sull’evasivo. Si limita a dire che la loro intenzione è di “aiutare il mercato a crescere”.
Intel già equipaggia il 60 % dei cellulari e ha l’ambizione di raggiungere un livello simile a quello del mercato dei computer, l’80 % dei quali ha il marchio “Intel inside”.

Un adesivo “troppo grosso per gli apparecchi”, spiega sorridente Geyer

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