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Microsoft contro la pirateria informatica in Bulgaria

27 Giugno 2001

Microsoft contro la pirateria informatica in Bulgaria

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Il presidente per l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa di Microsoft, Jean-Philippe Courtois ha affermato a Sofia, secondo un’agenzia AFP, che in Bulgaria circa il 78 % dei prodotti informatici nelle imprese e non solo tra i privati sono “piratati”.

Un mercato del software, quello bulgaro che raccoglie circa 30 milioni di dollari, occupando 15 mila dipendenti.

“La Bulgaria potrebbe avere due volte in più di impiegati” in questo settore e ricevere investimenti “allo stesso livello di quelli della media europea”, se diminuisse la percentuale di software pirata, ha spiegato Courtois.

Il presidente Microsoft ritorna dunque su questo argomento, dopo che nel 1999 l’azienda americana aveva lanciato in Bulgaria una campagna di sensibilizzazione verso i propri clienti chiedendogli di legalizzare i prodotti dell’azienda, offrendo riduzioni di prezzo per l’acquisto di prodotti originali.

È da allora che l’azienda americana lancia periodicamente campagne sui propri nuovi prodotti, offrendo copie gratuite o a prezzo ridotto.

L’interesse a che la Bulgaria ritorni a livelli accettabili è di due ordini di fattori. Il primo è una questione di principio, il secondo è legato alla perdita economica.
Abbiamo già citato su questa rubrica uno studio della Business Software Alliance, che riportava come nel 2000 in Bulgaria le perdite per l’industria del software a seguito di vendite non realizzate ammontasse a 10,019 milioni di dollari e di 11,2 milioni di dollari nel 1999.

La Bulgaria è un paese chiave, essendo il primo nella lista nera per i software pirata con una percentuale del 94 % nel 1995, del 98 % nel 1996, del 93 % nel 1998 e dell’80 % nel 1999.

Addirittura il governo bulgaro ha dovuto approvare spese supplementari dell’ordine di 1,9 milioni di dollari per legalizzare i software Microsoft nelle amministrazioni statali.

Un fatto che non deve essere piaciuto a Microsoft che per bocca di Courtois ha dichiarato che se “il nuovo governo è veramente desideroso di aiutare la proprietà intellettuale in Bulgaria, prenderemo decisioni più facilmente”.

Chi ha orecchie per intendere intenda.

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