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Microsoft contro il Pentagono sui software open source

04 Giugno 2002

Microsoft contro il Pentagono sui software open source

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Il tentativo di Microsoft di forzare il ministero della Difesa americano ad abbandonare il suo progetto di adozione di software liberi si è rivelato un fallimento. Cronaca di un attacco

Fonti interne al Pentagono hanno confermato nei giorni scorsi che il gigante di Redmond ha ripetutamente contattato, in questi ultimi mesi, ufficiali del Defense Information Systems Agency, e funzionari dell’ufficio del ministro per dimostrare che i software open source costituiscono una minaccia alla sicurezza oltre che alla proprietà intellettuale. Un’azione che, pare, si è rilevata vana in quanto un rapporto realizzato da Mitre Corporation per conto del ministero (il DoD, Department of Defense) ha concluso che il programma “Software Liberi” deve andare avanti.

Il rapporto spiega che la bocciatura dell’open source avrebbe “un serio impatto negativo sulle capacità di proteggere contro eventuali cyber-attacchi una gran quantità di servizi sensibili o legati alla sicurezza del DoD”.

Microsoft ha confermato di avere conversazioni in corso con il Pentagono, ma ha negato di aver fatto pressioni per l’abbandono dei software liberi. Un portavoce ha spiegato che vertevano piuttosto sulla possibilità di far coesistere software liberi e proprietari. Tuttavia, John Stenbit, responsabile del servizio informazioni del DoD, ha dichiarato all’agenzia Reuters che Microsoft difendeva l’idea che l’utilizzo congiunto dei due tipi di software poteva causare dei problemi sul versante della proprietà intellettuale. Parallelamente Microsoft sosteneva che un investimento in programmi open source non sarebbe stato altro che un sovvenzionamento dei propri concorrenti.

Le posizioni di Microsoft sono state in parte smentite dal rapporto Mitre, che indica come i software open source abbiano buone caratteristiche dal punto di vista della sicurezza. L’intera vicenda, se ce n’era ancora bisogno, dimostra come sul fronte open source si stia giocando una partita strategica per il futuro del mercato del software e che Microsoft ha preso la cosa molto, molto sul serio.

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