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Microsoft colpita al cuore?

01 Novembre 2000

Microsoft colpita al cuore?

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Di sicuro, pirati si sono introdotti nella rete informatica interna della Microsoft. Incerto è se sono riusciti ad accedere ai codici sorgenti di Windows e Office. Ballmer smentisce l’ipotesi.

È stato il Wall Street Journal a rivelare, il 27 ottobre, che Microsoft era stata vittima di un importante attacco informatico, poi confermato da un comunicato ufficiale dell’azienda, che tende, però, a minimizzare.

Gli esperti della sicurezza di Microsoft hanno scoperto, mercoledì scorso, la presenza di pirati nella rete informatica della sede del gruppo a Redmond.
Questa intrusione è stata scoperta in seguito all’uso di password utilizzate a distanza da San Pietroburgo, in Russia.

Le tracce elettroniche portano il gruppo a pensare che le password sono state utilizzate per trasferire il codice sorgente, il vero segreto industriale, di Microsoft.

Secondo le prime ipotesi, uno degli impiegati avrebbe riconosciuto, sotto forma di file allegato, un programma che permette ai pirati di reperire il computer infetto.
Le informazioni, inviate in Asia, sarebbero servite per controllare a distanza il computer e di inviare le famose password all’indirizzo elettronico russo grazie al programma QAZ, un virus del tipo “cavallo di Troia”.

Un portavoce di Microsoft, citato nel quotidiano americano, ha semplicemente confermato che il gruppo si è “reso conto di un atto di pirateria informatica nella rete dell’impresa”.
“Microsoft ha agito attivamente per isolare il problema e assicurare la sicurezza della nostra rete interna – ha aggiunto il portavoce – Siamo convinti che l’integrità del codice sorgente di Microsoft resta sicuro”.

Secondo Steve Ballmer non è stato rubato alcun codice sorgente e non è stato perpetrato alcun danno serio.

L’azienda di Redmond, come sta scritto anche sul comunicato ufficiale, ha chiesto l’aiuto dell’FBI per ritrovare gli autori di questo tentativo di spionaggio industriale.

Si tratta di fare in fretta: le prove informatiche spariscono rapidamente e senza queste ultime, non ci sono grandi possibilità di identificare gli autori dell’intrusione.

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