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Microsoft all’assalto di Google

16 Novembre 2004

Microsoft all’assalto di Google

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Il gigante di Redmond ha deciso che Google è cresciuto troppo e ha deciso di ridimensionarne le ambizioni. Come? Lanciando un motore di ricerca migliore. Mission Impossible?

Ai giganti non piacciono i giganti. In genere non si fidano di loro: troppo grossi, troppo potenti e, soprattutto, in grado di crescere ulteriormente e diventare più grossi di loro. Magari in campi diversi da quelli di provenienza. Con Google, per Microsoft, si pone proprio questo problema. Anzi, se ne pongono due. Il primo è quello di vedere un gigante aggirarsi per il cyberspazio (e soprattutto per il mercato pubblicitario online); il secondo è di cercare di capire tutto ciò cosa potrà comportare in futuro.

Ad esempio, se il lancio di Firefox, il browser open source, non è una notizia per la quale Bill Gates brinderebbe, i rumors che indicano Google in procinto di lanciare un proprio browser, è di quelle che piegano la curva della bocca decisamente verso il basso.

Microsoft, così, è corsa ai ripari e ha lanciato quello che secondo i vertici di Redmond è il futuro della ricerca online: MSN Search (ancora in versione Beta). Lo volevano fare prima della fine dell’anno – e così è stato – allo scopo di aumentare i redditi pubblicitari della divisione Internet. Steve Ballmer aveva dichiarato che la società intendeva raddoppiare il proprio reddito pubblicitario entro i prossimi cinque anni e il lancio del nuovo motore di ricerca va in questa direzione.

La versione beta di MSN Search è disponibile in 26 paesi, tra cui l’Italia. Questa fase di test dovrebbe essere l’ultima, prima della versione finale, attesa per inizio 2005. Al momento, MSN Search Beta indicizza 5 miliardi di documenti online, tra cui 400 milioni d’immagini, con informazioni e dati aggiornati ogni due giorni.

Per fornire i risultati delle ricerche su Internet, Microsoft utilizzava, precedentemente, la tecnologia di Inktomi, una filiale di Yahoo!, ma il successo di Google – oggi quotato in Borsa e valutato più di 46 miliardi di dollari – l’ha convinto a lanciare una soluzione proprietaria. Agli strumenti fondamentali, questo nuovo motore affiancherà elementi addizionali come i dati strutturati (grazie all’integrazione dell’enciclopedia Encarta); la musica (per i soli Stati Uniti grazie a MSN Music); i servizi di geolocalizzazione e un’utilità di ricerca all’interno dell’hard disk.

MSN Search sarà anche integrato alla toolbar MSN e, naturalmente, a Internet Explorer, una mossa che potrebbe rivelarsi decisiva nella nuova guerra dei motori che sta per scoppiare. Per vincerla la software house di Redmond ha investito 100 milioni di dollari in due anni e ha mobilitato i suoi gruppi di ricerca e sviluppo negli Stati Uniti, in Cina e in India.

La ricerca su Internet non rappresenta, comunque, ovviamente, che una minima parte dei redditi di Microsoft. MSN ha infatti realizzato un volume d’affari di 360 milioni di dollari sull’ultimo esercizio fiscale, da comparare con i 36,8 miliardi totalizzati dal gruppo. MSN è tuttavia in attivo solo da poco tempo, grazie soprattutto all’aumento dei redditi pubblicitari, quindi le prospettive non possono essere che di crescita ulteriore. Google, dal canto suo, ha da poco pubblicato un bilancio trimestrale di 806 milioni di dollari, cioè il doppio di quello registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. A ben guardare non sembra un gigante. Eppure è questa l’immagine che tutti ne abbiamo, compresi quelli di Microsoft. E non hanno torto.

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