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Meno licenziamenti nelle dotcom americane

03 Ottobre 2001

Meno licenziamenti nelle dotcom americane

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Rallenta il flusso di licenziamenti nelle aziende “dotcom” degli Stati Uniti, secondo l’ultimo rapporto pubblicato dall’agenzia di consulenza Challenger, Gray and Christmas.

Se da un lato non si può che essere moderatamente contenti, dall’altro si può dire che il “limone è stato spremuto”.
Le aziende del settore Internet sono state decimate al loro interno, vuoi per l’esplosione della bolla speculativa a Wall Street, vuoi per la recessione economica che ha colpito gli Stati Uniti pre-attentati a New York e Washington.

Il dato recente parla di 2.986 posti soppressi, cifra nettamente in calo rispetto al luglio del 2000 quando le imprese hanno iniziato l’ondata di licenziamenti.
In totale da quella data fino ad oggi, le aziende dotcom hanno licenziato circa 127 mila persone.

La percentuale delle soppressioni di posti è calata del 39 % rispetto ad agosto (4.899) e del 38 % rispetto a settembre 2000 (4.805), secondo le stime dell’agenzia di consulenza.
Dall’inizio dell’anno, poi, sono 90.781 i lavoratori licenziati.

A testimonianza del fatto che ormai non c’è più nulla da “spremere”, le parole di John Challenger, presidente dell’agenzia: “Il settore dotcom potrebbe stabilizzarsi. Numerose aziende troppo deboli sono sparite e le imprese “titan” del settore hanno ridotto i loro effettivi e altri costi al livello minimo”.

E continua: “Internet offre ancora delle opportunità di impiego, variabile se il numero di persone che avranno accesso a Internet aumenterà. Continuiamo a veder un aumento dell’impiego in questo settore, ma non arriverà probabilmente mai più all’enorme crescita notata qualche anno fa”.

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