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MClips, un anno di Microsoft in rete

12 Marzo 2009

MClips, un anno di Microsoft in rete

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Oltre 70 dipendenti della filiale italiana danno vita a un originale esperimento di avviamento alla conversazione sul web. «Diamo alla blogosfera il valore che merita», dice Carlo Rossanigo

MClips, il blog multiautore di Microsoft Italia, ha compiuto da poco un anno di vita. È l’occasione per fare un punto su questa esperienza con Carlo Rossanigo, direttore relazioni esterne e corporate marketing di Microsoft Italia.

Qual è il bilancio dei primi mesi di vita del blog? Quali sono stati i riscontri degli MClippers, i dipendenti che hanno provato questo nuovo canale di comunicazione? Ci sono state difficoltà ad adattarsi a un linguaggio differente da quello che contraddistingue Microsoft Italia?

Sin dall’inizio non ci siamo dati obiettivi statistici da raggiungere con MClips, ma con molta sorpresa stiamo constatando una crescita sia degli utenti unici (15.000) sia delle visite che si attestano su una media di 250.000 per mese. In tanti, fin dal primo momento, si sono dimostrati entusiasti del progetto e hanno nei mesi spontaneamente deciso di aderire al progetto, tanto che attualmente siamo intorno ai 70 blogger. C’è da dire però che, tranne qualcuno che ha già un blog personale, quasi nessuno aveva esperienze pregresse in materia. È stato ed è quindi un divenire dove i tanti dipendenti stanno affinando le loro tecniche di comunicazione tipiche della rete. Sono convinto però che la voglia di raccontarsi e di sperimentare questo nuovo modo di interagire con gli utenti aiuti a superare anche questo tipo di incertezze. Io stesso mi sono cimentato col blogging solo con MClips e ricordo il mio primo post come la prima volta che mi sono immerso all’esterno della barriera corallina, nel blu.

Al momento del lancio erano stati evidenziati tre possibili vantaggi di MClips: offrire spazio ai dipendenti per scrivere in maniera saltuaria, facilitare la formazione degli “absolute beginners” e dar vita a un incubatore di corporate blogger. A oggi quale di queste possibilità si è realizzata maggiormente?

Sicuramente le prime due. Riguardo alla terza, credo ci vorrà ancora un po’ di tempo prima che qualcuno decida di “spiccare il volo” e aprire un proprio blog personale. In effetti un anno è poco per prendere una simile decisione, credo.

Una delle critiche sollevate ad MClips era quella di avere troppe voci e troppi argomenti di discussione, spaziando tra le varie divisioni dell’azienda. Alcuni hanno parlato di uno strumento più utile internamente che non ai lettori esterni. È d’accordo con questa interpretazione? Qual è stato l’effetto di MClips all’interno di Microsoft?

Come detto MClips è stato accolto con grande positività sia all’interno di Microsoft (tanto in Italia quanto dalla “casa madre” negli Stati Uniti), sia dalla blogosfera italiana, che salutò con favore l’annuncio del 4 febbraio 2008. Personalmente vedo l’alternanza di tante voci come un valore aggiunto. Sono una finestra sulle tante attività della filiale che altrimenti non troverebbero spazio o non verrebbero comunicate in questo modo. C’è da dire che una maggiore continuità con i post e un maggiore sguardo verso la quotidianità che ci circonda penso garantirebbe anche un maggior interesse e una maggiore percezione di identità anche all’esterno, ed è qualcosa che ci stiamo impegnando a fare.

Ha fatto parlare la presenza di Pietro Scott Jovane, amministratore delegato di Microsoft Italia, tra gli MClippers. Nel nostro paese sono veramente pochi i casi in cui i vertici di un’azienda decidono di parlare attraverso un blog. È un problema di tempo o di percezione del valore?

Penso principalmente a un problema di tempo. Posso immaginare che gli impegni di un amminstratore delegato lascino poco spazio ad attività come il bloggare, e questo credo sia un sempre un peccato. Aiuterebbe ad avvicinare gli utenti e i lettori alla propria azienda connotandola con un volto e con la volontà di dialogare con persone che considera importanti per il suo business. MClips in tal senso può essere anche considerato come un impegno di Microsoft nel far capire le potenzialità comunicative della rete. Pietro Scott Jovane non soltanto blogga, ma realizza interviste “unplugged” con alcuni esponenti della blogosfera italiana: ad esempio è già stato intervistato da Luca De Biase e da Massimo Mantellini.

Son previste novità per MClips nei prossimi mesi? Come proseguirà la relazione di Microsoft Italia con la blogosfera?

Nei giorni scorsi abbiamo chiesto feedback a qualche volto noto della blogosfera per capire i punti deboli e che cosa si potesse migliorare di MClips. Quello che è emerso è la necessità di far riconoscere con più forza un’identità di MClips e prestare maggiore attenzione al mondo che ci circonda, commentando e apportando opinioni personali su quello che accade quotidianamente non solo nel mondo IT. Successivamente abbiamo fatto una riunione con i nostri MClippers per capire i passi futuri del blog e cosa secondo loro andava migliorato. Come accennato, sicuramente ci impegneremo a comprendere e attuare al meglio il linguaggio corretto da utilizzare, evitando per quanto possibile quello marketing e cercando di instaurare un rapporto forte di coinvolgimento con i lettori invitandoli a commentare e prendere parte alla discussione su MClips. Per quanto riguarda la blogosfera proseguiremo quanto iniziato in passato, cercando di coinvolgerla in attività diverse dal classico aperitivo, ma magari cercando nuove modalità di approfondimento per capire meglio il nostro mondo e i nostri prodotti.

Qual è la visione della blogosfera italiana per Microsoft? Ciclicamente i blog sono coinvolti in polemiche più o meno costruttive -che talvolta hanno coinvolto anche Microsoft. Che idea si è fatta l’azienda di questa vena critica, che negli altri paesi non sembra così evidente? È legata all’immaturità della blogosfera o si tratta di una caratteristica propria del nostro paese?

Alcuni prodotti e tematiche che riguardano Microsoft sono bersaglio e oggetto di schermarglie in rete. Cerchiamo di viverle positivamente, nel senso che da tempo abbiamo iniziato a dare il valore che merita alla blogosfera. Molte critiche possono risultare anche costruttive e possiamo imparare dai commenti in rete.

Da una parte abbiamo aziende che denunciano o minacciano di querelare blogger che esprimono opinioni sui loro prodotto e servizi. Dall’altra sono sempre più le aziende che decidono di aprire un blog per iniziare a comunicare alla pari in rete. Pensa che il blog sia lo strumento migliore per fare entrare la “cultura 2.0” all’interno delle aziende?

Penso che prima di arrivare ad aprire un blog si debba far comprendere all’interno dell’azienda il valore di una “cultura 2.0” e verificare quanto questa azienda ne abbia effettivamente bisogno e quanto si senta pronta. Oltre a ciò reputo sia fondamentale instaurare un rapporto con gli influencer del settore in cui opera per comprendere quello che parte della rete pensa dell’azienda; il blog diventa così lo strumento ideale per iniziare a comunicare in maniera trasparente con loro. Detto questo ci possono essere tanti modi per dialogare in modo “2.0” con la rete, a partire dai video virali fino ad arrivare ai social network.

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