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Mark Shuttleworth, la bella storia di un turista dello spazio

10 Dicembre 2001

Mark Shuttleworth, la bella storia di un turista dello spazio

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Come farsi i soldi con le aziende “dotcom” e andare in vacanza nello spazio.
Il primo “spazio-turista” sudafricano sarà Mark Shuttleworth (un nome un destino), 28 anni, che si pagherà il suo costoso biglietto per il viaggio previsto in aprile sulla ISS (stazione spaziale internazionale), grazie alla fortuna accumulata vendendo due anni fa un’azienda Internet per circa 600 milioni di dollari.

Shuttleworth, con un diploma di istituto commerciale, fonda nel 1996, nel cortile della casa dei suoi genitori, la Thawte Consulting un’azienda di commercio elettronico.
A 24 anni è già milionario (in dollari) dopo aver avviato un sito di e-commerce su Internet, sicuro grazie a un software di codifica e di autenticazione delle transazioni.

Nel 1999, forse sazio del successo e sull’onda della speculazione sulle “dotcom”, vbende la sua società alla VeriSign.
Quest’ultima vede nella Thawte un buon affare, perché è l’unica principale autorità di certificazione su Internet fuori dagli Stati Uniti con in dote il 40 % del mercato mondiale.

La sorpresa in Sud Africa fu forte. All’improvviso scoprono che un ragazzo che girava tutto il tempo in pantaloncini aveva venduto una società sconosciuta e non quotata per una vera fortuna.

Shuttleworth si dimostra anche generoso, cosa che lo avvicina al pubblico. Prima di vendere la società, il ragazzo decide di dare ai 57 componenti il personale un premio di 1 milione di rands ognuno, comprese le due donne di servizio e il giardiniere.

Così, mentre il ricco ragazzo si compra un jet privato, arricchisce il suo guardaroba con abiti italiani e fonda una nuova società, i suoi ex impiegati possono acquistare la casa per la famiglia.

La nuova azienda si chiama HBD, un’abbreviazione di “here be dragon” (qui ci sono i dragoni, che nella nostra cultura era indicata con “hic sunt leones”), frase usata sulle vecchie mappe per indicare territori ancora inesplorati e decide di investire nelle aziende di infomation technology africane.

Ma tutto questo non gli basta. Così decide di fondare la Shuttleworth Foundation, un’organizzazione senza scopo di lucro che finanzia progetti educativi in Africa e diventa membro del consiglio di amministrazione di bridge.org, associazione internazionale nata con lo scopo di ridurre il gap tra paesi poveri e paesi ricchi nel campo delle nuove tecnologie.

Adesso tenta questa nuova sfida del volo spaziale, anche se riconosce di essere molto nervoso alla prospettiva di staccarsi dalla terra.
“Sono nervoso. È una cosa che poca, pochissima gente può sperare di realizzare. Mi sono fissato come obiettivo di essere concentrato al 100 per cento su un punto: essere il miglior co-pilota possibile”.

E aggiunge: “Non si tratta solo di farsi scarrozzare per una passeggiata nella stazione spaziale. Si tratta di essere parte attiva al programma di volo, al suo lancio, alla manovra della Soyuz e ai programmi scientifici della stazione”.

Mark Shuttleworth sarà il secondo turista spaziale della storia, dopo il miliardario americano Dennis Tito. Come quest’ultimo sborserà 20 milioni di dollari.

Con tutto quello che ha fatto e che continua a fare la vacanza se la merita: in bocca al lupo. Se volete leggere una sua (breve e in inglese) biografia andate qui.

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