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Mafiaboy compare davanti al tribunale per la fissazione della data del processo

07 Giugno 2000

Mafiaboy compare davanti al tribunale per la fissazione della data del processo

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Il giovane pirata quindicenne “Mafiaboy”, accusato d’avere bloccato in febbraio grandi portali e siti americani, compare davanti al Tribunale minorile di Montreal.

E così Mafiaboy, il giovanissimo pirata informatico conoscerà presto la data del suo processo.
È considerato il sospetto principale per gli attacchi che hanno riguardato la CNN e i circa 1.200 siti che ospitava.

Il suo avvocato, Me Yan Romanowsky, ha indicato che l’udienza, alla quale sarà presente il ragazzo, dovrebbe essere “molto breve”.
Secondo l’avvocato, è anche possibile che non sia fissata alcuna data durante l’udienza e che il giudice lasci tempo alle parti per studiare il dossier.

Il giudice potrebbe quindi rimandare in autunno la scelta della data di inizio del processo.

L’identità del ragazzo è ancora coperta da riserbo, in applicazione della legge canadese sulla protezione dei minori, ma giornali americano hanno pubblicato quella del padre, presidente di una società di trasporti, implicato anche lui in attività criminali.

Identificato dalla polizia e arrestato in aprile nella periferia di Montreal, Mafiaboy è considerato come sospetto principale per gli attacchi alla CNN e ad altri siti.
Numerose voci si sono alzate per mettere in dubbio queste accuse in ragione della quantità di dati inviati per sommergere il sito della CNN.

I metodi impiegati, infatti, fanno pensare a un attacco sincronizzato e realizzato da più persone.
La polizia è ancora alla ricerca di altre persone.

Aspettando ulteriori sviluppi giudiziari, il ragazzo di 15 anni è in libertà condizionata e rischia un massimo di due anni di reclusione e mille dollari canadesi (670 dollari americani) di ammenda.

Il suo avvocato ha comunque detto che la sua condizione non è “delle più pesanti” e che è ancora prematuro preoccuparsi in caso di verdetto di colpevolezza.
Tra le condizioni poste per la sua libertà, figura l’interdizione ad usare un computer, tranne a scuola e sotto sorveglianza continua di un insegnante e di accedere a Internet.

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