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Luci e ombre per start-up Internet alla borsa inglese

24 Dicembre 1999

Luci e ombre per start-up Internet alla borsa inglese

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Pare che la febbre derivante da gloriose entrate in borsa per nuove entità collegate al digitale stia davvero varcando l’oceano. Ma pur se ciò avviene sulla spinta di grossi investimenti bancari, media e pubblico non sembrano sbracciarsi più di tanto. È il caso dell’Inghilterra e dell’imprevista impennata d’avvio registrata da JellyWorks alla borsa londinese. Si tratta di una società che offre investimenti unicamente per chi si muove in Internet, guidata da un giovane di soli 24 anni, già broker a Wall Street e più recentemente coinvolto in Gran Bretagna nella dirigenza di varie società Internet nonché del provider nazionale Madhousenet.

JellyWorks ha alle spalle ancora pochi investimenti, un milione di dollari in EPO.com, banca elettronica svedese, e 2 milioni in Antfactory, fresca start-up. La società è anche in possesso di opzioni di vari produttori di software e di beenz.com, che lavora per la diffusione di moneta digitale sul Web. In ogni caso, a conclusione della giornata iniziale le azioni di JellyWorks avuto registrato quotazioni 10 volte superiori alla quota iniziale, con la società che ora vale circa 99 milioni di sterline. A ciò vanno aggiunti i 9 milioni di sterline già raccolti in precedenza.

L'autore

  • Bernardo Parrella
    Bernardo Parrella è un giornalista freelance, traduttore e attivista su temi legati a media e culture digitali. Collabora dagli Stati Uniti con varie testate, tra cui Wired e La Stampa online.

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