È l’idea che fa la differenza. Non ha importanza se sei un avvocato o un ingegnere, come Jesse e Ryan. Il popolo di Indiegogo ha creduto nei due studenti inglesi e li ha portati al successo più che raddoppiando la cifra desiderata.
Circa 180 mila dollari per il progetto di dare a chiunque la possibilità di costruirsi un computer portatile, da zero e con poco sforzo. Un file e poco hardware, che si appoggia sulla basetta di sviluppo Raspberry Pi, costituiscono il kit di base, distribuito con il nome di Pi-Top.
L’unico prerequisito è possedere una stampante 3D a cui dare in pasto il file per stampare l’involucro del nuovo PC. L’aspetto lo possiamo decidere in autonomia, inserendo nella nostra stampante il filo di plastica del colore che preferiamo. Se siamo abbastanza scaltri nell’utilizzo del dispositivo di stampa possiamo perfino personalizzare l’oggetto con qualche logo o qualche fregio di nostro gradimento.
Il resto è piccola manualità, capacità di inserire qualche basetta nell’incastro previsto e pazienza di leggere, quando saranno pubblicate, le Innovation Lessons. Ovvero le istruzioni ragionate per aumentare le proprie conoscenze sia di software che di hardware, potendo così far diventare Pi-Top lo strumento per costruzioni ancora più sofisticate. Sono già previsti almeno tre moduli aggiuntivi con tre scopi specifici: automazione domestica, robotica, multimedialità. Tre indirizzi per infinite applicazioni differenti, tutte da inventare e da personalizzare secondo i propri progetti.
In un’intervista è Ryan Dunwoody, 23 anni e fondatore dell’iniziativa, che sottolinea la peculiarità di questo dispositivo di non nascondere nulla al proprietario, dandogli perfino la possibilità di capire in modo facile i dettagli più reconditi dell’hardware:
Invece di usare un portatile come una semplice macchina per scrivere, con questo possiamo capire come funziona lo schermo, come viene ricaricata la batteria, come si passa da un’alimentazione all’altra…
Passioni da ingegnere e spirito da maker, che si aggiungono all’idea vincente: i nostri computer ce li facciamo da soli. Quanti ne vogliamo, come li vogliamo, dove vogliamo e nel colore che preferiamo.