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L’MPAA ora cerca di combattere i pirati della TV

06 Giugno 2005

L’MPAA ora cerca di combattere i pirati della TV

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La lobby degli studios hollywoodiani ha avviato una procedura legale contro alcuni siti della rete di scambio di file legati a Bit Torrent, ritenendoli responsabili della perdita di milioni di dollari

Mentre continua la lotta contro il download illegale di file multimediali in campo musicale e cinematografico, l’MPAA (Motion Picture Association of America) ha deciso di rivolgersi anche al settore dei format televisivi.

Il sindacato degli studi hollywoodiani ha, infatti, annunciato di avere citato in giudizio alcuni siti della rete P2P BitTorrent, specializzati nella copia di trasmissioni televisive, fra cui Btefnet, ShunTV e Scifi-classics.net.

“La redditività di una serie TV dipende dalle vendite internazionali – ha dichiarato in un comunicato Dan Glickman, presidente dell’MPAA -. Ma questi mercati sono danneggiati in modo irreparabile nel momento in cui il loro contenuto viene piratato. In questi siti, infatti, qualsiasi internauta nel mondo può scaricare stagioni intere di serie televisive con un solo clic. Ci sono migliaia di persone che lavorano nell’intrattenimento, occorre proteggere il loro lavoro”.

Secondo l’MPAA, i siti accusati registrano un totale di più di 100.000 download illegali di file video ogni giorno, cosa che equivarrebbe alla perdita di milioni di dollari di fatturato. Questo problema, dunque, è diventato molto importante. Prova ne è, sottolinea l’Associazione, l’ultimo studio pubblicato da Envisional, una società di controllo di Internet, secondo la quale la pirateria di trasmissioni TV è aumentata del 150% nel 2004.

Anche se meno dei film, i file di trasmissioni TV si scambiano già in numero consistente sulle reti peer-to-peer. Le serie americane, che arrivano in genere in Europa molti mesi dopo la loro diffusione oltre Atlantico, vengono invece distribuite in rete alcuni minuti dopo il loro passaggio sulle reti americane.

I dirigenti dell’associazione affermano, comunque, che “Il 90% dei siti che sono stati perseguiti legalmente sono oggi chiusi, e la percentuale di server in servizio è diminuita del 40%”.

L'autore

  • Annarita Gili
    Annarita Gili è avvocato civilista. Dal 1995 si dedica allo studio e all’attività professionale relativamente a tutti i settori del Diritto Civile, tra cui il Diritto dell’Informatica, di Internet e delle Nuove tecnologie.

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