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L’ipertesto delle macchine a vapore

15 Maggio 2000

L’ipertesto delle macchine a vapore

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Sul sito del Museo della Scienza e della Tecnica la storia delle macchine a vapore in ipertesto.

La storia delle macchine a vapore ha un lungo passato: uno dei suoi principi base, la creazione di moto sfruttando la pressione atmosferica, era già utilizzato fin dal II secolo a.C. dalle pompe aspiranti, che riuscivano a pompare l’acqua fino all’altezza di 9 metri. Il perché ciò potesse avvenire, e perché non si riuscisse a superare l’altezza di 9 metri, rimase però un mistero fino al 1643, anno in cui Torricelli dimostrò che “l’aria ha un peso”, e che tale peso può essere sfruttato
per sollevare l’acqua ad una altezza pari ad appunto 9 metri.

Questa importantissima osservazione aprì la strada ai primi esempi di macchina a vapore, dal cilindro di Papin alle macchine più complesse di Watt e Newcomen, che riuscivano a creare effettivamente lavoro utilizzando l’energia del vapore acqueo. Era la fine del Settecento, e le condizioni erano pronte per lo sfruttamento industriale della nuova invenzione.

La prima locomotiva venne costruita da Trevithick nel 1804; trasportava 25 t. di materiali ad una velocità media di 6 Km/h. I tempi erano maturi per la prima linea ferroviaria pubblica, la Liverpool-Manchester, inaugurata nel 1830. L’era industriale stava cominciando.

L’epopea delle macchine a vapore è stata raccontata molto bene in un ipertesto realizzato dai ragazzi della Scuola Media Statale di Calizzano, in provincia di Savona, con molti disegni e animazioni. Questo ipertesto è ospitato in mirror sulle pagine del Museo della Scienza.

Le prime macchine a vapore: http://www.museoscienza.org/energia/vapore/ind.html

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