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Linux transcontinentale

24 Luglio 2000

Linux transcontinentale

di

Dal Brasile al Giappone, buone prospettive soprattutto per i sistemi "embedded"

Si accavallano le iniziative a livello globale per Linux e dintorni. Intanto, la piacevole cittadina di Monterey, Southern California, ospita l’ondata di linuxiani di ogni parte del mondo che danno linfa all’attesa tre giorni della Open Source Software Convention (http://conferences.oreilly.com/oscon2000/) organizzata dalle edizioni O’Reilly. Come già accaduto lo scorso anno, si tratta di un evento centrale per l’intera comunità open source, in maniera forse ancor maggiore dei vari LinuxWorld, certamente più commerciali e mirati al pubblico non specializzato.

Sotto l’esplicito titolo di “Fueling the Open Source Alternative”, l’edizione 2000 della conferenza fa confluire in un unico, bollente calderone i leader dei vari progetti in corso insieme alla “community at large” dei programmatori. Ciò in piena aderenza al principio della diversità che unisce nonché per consentire un approfondito esame degli attuali progetti, con annessa possibilità di raggiungere innovative soluzioni a inevitabili problemi di sviluppo. E c’è da scommettere che anche stavolta la variopinta e trascinante folla dei convenuti attirerà più di qualche curioso tra i numerosi turisti estivi che circolano in questi giorni per la Monterey balneare.

Arriva invece dalle spiagge sudamericane, per l’esattezza da quelle brasiliane, una notizia d’indubbio interesse. Conectiva (http://www.conectiva.com/), maggiore azienda Linux del continente con base in São Paolo, ha annunciato la forte espansione di servizi e offerte in tutta l’America Latina grazie a recenti investimenti ricevuti da Intel Capital e LatinTech Capital. Lanciata nel 1995, la società già offre versioni del sistema open source in Portoghese, Spagnolo e Inglese, oltre a curare lo sviluppo di libri, manuali, software, sistemi “embedded” e altri prodotti relativi a Linux. Non mancano ovviamente opzioni di consulenza, pesonalizzazioni e training, insieme al supporto editoriale per diverse pubblicazioni di settore, incluso il mensile Revista do Linux. Conectiva prevede anche il prossimo avvio di programmi di certificazione Linux.

Una girandola di iniziative che i nuovi investimenti, di cui finora non è stato rivelato l’ammontare, non mancheranno di stimolare parecchio, aprendo maggiori spazi alla penetrazione open source nel promettente mercato sudamericano. In particolare Conectiva prevede di espandere i propri servizi in altre località del continente e stimolare lo sviluppo di applicazioni open source in ambiti “verticali” come il settore educativo, l’imprenditoria medio-piccola, l’amministrazione pubblica. Da notare come l’attività di uno dei nuovi investitori, Intel Capital (diretta emanazione del colosso dei chip) sia stata avviata a inizio anni ’90 allo scopo di dare sviluppo all’intera industria, attirare nuovi utenti e stimolare progetti tecnologiamente innovativi. Una ulteriore riprova dell’impegno Intel in ambito Linux che rafforzerrà la posizione leader di Conectiva e soprattutto amplierà la partecipazione di quell’utenza di base che lo scorso anno rese possibile il successo del primo Linux World del Brasile.

Saltando da un continente all’altro eccoci infine in Giappone, da dove arriva forse la notizia più succosa della settimana. Una cordata di 24 grosse società high-tech ha dato vita al Japan Embedded Linux Consortium, il cui scopo riguarda la messa a punto di un apposito sistema operativo, ovviamente basato su Linux, da impiegare in infodomestici, telefonia mobile, sistemi navigazionali per l’automobile. Il gruppo di promotori include nomi quali Toshiba, Sony, NEC, Fujitsu, Hitachi, Mitsubishi, Canon, oltre alla Waseda University e alla Toyohashi University of Technology. Obiettivo finale, non certo da poco, consiste nel far assurgere Linux allo status di standard industriale de facto per la produzione nazionale. Ciò porterebbe al suo impiego sull’intera gamma della prossima generazione di elettrodomestici e gadget elettronici in arrivo. Conseguenza diretta: un duro colpo alle mire di Microsoft per la conquista di un mercato in netta ascesa, tramite l’implementazione di versioni leggere del proprio Windows per simili dispositivi.

L’avvio di Emblix (http://www.emblix.org), come è stato chiamato il consorzio, altro non è che la naturale conseguenza della rapida penetrazione di Linux nell’industria locale dei sistemi integrati negli apparecchi elettronici di lago consumo. Un po’ in ogni ambito, oggi le pianificazioni commerciali di questo tipo partono comunque dalle potenzialità offerte dal sistema open source. Il quale però deve guardarsi da possibili rischi e ricadute negative. Forse più che altrove nel mondo, in Giappone crescono le preoccupazioni relative a mantenimento, supporto, garanzia di qualità. Tutte funzioni che la natura stessa di Linux, al pari di ogni prodotto open source, rende spesso fluide e non immediatamente risolvibili. A rassicurare l’utenza giapponese arrivano comunque i buoni propositi del gruppo. “Vogliamo risolvere questi problemi tramite aperte discussioni all’interno di Emblix, coinvolgendo anche utenti e produttori,” dichiara John Cheuck, direttore di TurboLinux Japan e vice-chairman del consorzio.

Sulla riuscita dell’iniziativa appare ancor più fiducioso l’attuale responsabile, Tasuo Nakajima, docente presso la Waseda University: “Grazie alla diffusione di Linux come sistema ‘open embededd’, risulterà più facile far confluire i risultati della ricerca universitaria e la spinta dei consumatori giapponesi nella conquista di spazi all’interno del mercato mondiale.” Punto centrale rimane infatti l’attivazione di progetti congiunti con similari iniziative di altri paesi, Stati Uniti in primis. Non a caso il prossimo settembre, in occasione dell’apposita Embedded Systems Conference in programma a San José, cuore della Silicon Valley, Emblix annuncerà fattive collaborazioni avviate con ECL (Embedded Linux Consortium), fondato a marzo e attualmente composto da oltre 80 membri dell’area nordamericana.

Si preannuncia insomma un assalto globale in piena regola ad un settore molto ambito, come spiega il CEO di MontaVista Software, azienda Linux già attiva in ELC e prossima saltare anche sul vagone Emblix insieme a Red Hat. Secondo il dirigente USA, insieme le due organizzazioni “guideranno Linux all’affermazione come standard internazionale per sistemi integrati e infodomestici per Internet.” Una sfida tutta da gustare.

L'autore

  • Bernardo Parrella
    Bernardo Parrella è un giornalista freelance, traduttore e attivista su temi legati a media e culture digitali. Collabora dagli Stati Uniti con varie testate, tra cui Wired e La Stampa online.

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