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Linux dentro l’orologio

19 Ottobre 2001

Linux dentro l’orologio

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Linux, il sistema operativo antagonista al più celebrato Windows, vive momenti di alti e bassi. Il suo essere “open source” e, soprattutto, la sua gratuità e la comunità che opera intorno a esso spesso danno fastidio al mondo del business.

Parlarne in questi giorni, poi, alla vigilia dell’uscita di Windows XP, considerato l’avvenimento informatico dell’anno, sembra una bestemmia.

Eppure, la notizia c’è e non è da sottovalutare.

La IBM Japan, filiale giapponese del gigante americano si è unita con la Citizen Watch, il gruppo nipponico di orologeria in un progetto che ha portato ad un interessante sviluppo.
Insieme, hanno realizzato un computer che può essere portato al polso, esattamente come un orologio.

Fin qui, nulla di particolarmente nuovo. Da qualche tempo, ormai, siamo abituati a sentire di sviluppi nel campo della micronizzazione e, di conseguenza, alla realizzazione di apparati elettronici sempre più piccoli e indossabili.

Ma “WatchPad”, così si chiama la nuova creatura funzionerà grazie al sistema operativo Linux.
Pesa 43 grammi e dispone di uno schermo a cristalli liquidi e di una piccola tastiera.

Un orologio, spiegano in un comunicato le due aziende, “è l’oggetto al mondo che può essere portato nel modo più semplice, senza limiti di sesso o d’età e che ha il potenziale per diventare uno strumento personale per le tecnologie dell’informazione”.

Ancora non è stato reso noto quando verrà lanciato sul mercato giapponese. Si dice, però, che nel marzo prossimo verrà distribuito un prototipo che verrà portato al polso da studenti e ricercatori.

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