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Linux attira il settore pubblico anche in USA e Inghilterra

13 Aprile 2005

Linux attira il settore pubblico anche in USA e Inghilterra

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Parecchie agenzie locali statunitensi passano al pinguino, mentre in UK parte un progetto di ampio respiro, l'Open Source Academy

La pubblica amministrazione mondiale ha investito oltre due miliardi di dollari nell’uso di Linux, secondo Mary Ann Fisher, direttore dei programmi pubblici per Linux all’IBM. A livello globale, sono oltre 160 i governi che usano programmi open source. Si va dalla diffusa implementazione in Paesi quali India, Cina e soprattutto Brasile al noto passaggio in corso nelle municipalità europee di Parigi e Monaco. Intanto in Inghilterra si vara la Open Source Academy, iniziativa ad ampio raggio finalizzata ad accelerare l’impiego dell’open source nel settore pubblico. E senza far troppo rumore, il pinguino va conquistando spazio perfino nell’infrastruttura pubblica statunitense, tradizionalmente legata all’informatica proprietaria.

Partendo da quest’ultimo fronte, negli Stati Uniti sono diverse le agenzie governative e statali che hanno adottato il pinguino per le varie incombenze specifiche. In Mississippi è il caso dell’infrastruttura che riunisce i sistemi gestionali delle forze di polizia e della homeland security che coprono tre contee e 30 uffici locali. Progetto messo in atto dall’Open Source Software Institute per 300.000 dollari, personalizzando il software open source già disponibile e offrendo la relativa assistenza tecnica, donando infine i sorgenti in modo che analoghe agenzie possano riutilizzarlo, liberamente e gratis. Usando invece sistemi proprietari, la medesima implementazione sarebbe costata non meno di un milione di dollari. Anche la U.S. Navy ricorre a Linux, almeno per quanto concerne servizi e architetture basate sul Web e per progetti di remote imaging. Ancora, in New Jersey il Department of Human Services ha automatizzato il sistema di assistenza all’infanzia rendendo rapidamente disponibili i vari dati agli impiegati, sempre grazie alla flessibilità del software open source. Questi sono solo alcuni esempi della tendenza che va imponendo l’uso di tale software a vari livelli nell’infrastruttura pubblica made in USA. “I governi locali e statali tendono a concentrarsi all’open source per migliorare l’offerta dei servizi”, spiega ancora Mary Ann Fisher. “Così Linux viene usato per la gestione di portali, permessi, tasse, banche dati e per collegare tra loro gli apparati di polizia, vigili del fuoco e servizi d’emergenza. Tutti servizi che riguardano da vicino la comunità locale”.

Intanto Larry Rosenshein, responsabile delle soluzioni per il settore pubblico di Novell sta lavorando con lo stato del Nebraska per attivare il passaggio a Linux di server e altri sistemi informatici basati su Suse, entrata nella scuderia Novell lo scorso anno. “Ciò consentirà alle autorità statali un risparmio del 30 per cento rispetto ai rivenditori proprietari”, spiega Rosenshein, aggiungendo che pur dovendo prevedere un budget per l’addestramento sui nuovi sistemi, “i governi locali, sotto maggiore pressione finanziaria, passano a Linux con maggior frequenza delle grandi agenzie”. Ma è vero che a livello federale il motore per una trasformazione analoga sono le opzioni di sicurezza e la cooperazione nella scrittura del codice. Secondo John Weathersby, executive director dell’Open Source Software Institute, che lavora con Red Hat e la Navy all’interno del Cooperative Research and Development Agreement, la “National Security Agency ha sviluppato una propria versione di Linux, e se trovate un’agenzia più sicura, fatemelo sapere”. Ribadendo al contempo come la collaborazione di più programmatori consente di “arrivare alla migliore soluzione possibile” e, fatto importante, che le agenzie possono tagliare su misura le proprie esigenze adattandovi Linux quando e dove necessario, perché “l’open source è un’alternativa affidabile”.

Passando al Regno Unito di Gran Bretagna, la notizia riguarda l’avvio di una iniziativa, su larga scala e finanziata dal governo centrale, tesa a colmare il divario con altri Paesi europei nell’uso dell’open source per la PA. Battezzato Open Source Academy, il progetto prevede diverse aree d’intervento, tra cui la realizzazione di una piattaforma condivisa che permetta alle autorità di collaborare su software d’uso comune, la costituzione di un archivio pubblico dei programmi dal codice aperto e una directory di fornitori di software open source. Qualcosa di simile a Sourceforge.net, noto sito-catalogo che include migliaia di applicazioni di libero utilizzo, ma riservato a risorse e uffici pubblici inglesi. Si andrà cioè l’attuale, limitato scambio di codice via web consentita dal Local Authority Software Consortium, che gira su tecnologia Microsoft, per attivare la piena condivisione di esperienze sul campo e di altri progetti in ballo.

Altre ramificazioni dell’Open Source Academy comprendono un portale in cui le agenzie governative possano trovare fornitori e terze parti per ogni aspetto legato all’open source, e un sistema di accreditamento per i vari consulenti. Senza tralasciare la spinta alla circolazione di notizie sull’implementazione dell’open source in situazioni locali, come il Powys che usa Linux da otto anni e ora ha raggiunto ben 100 server. Una serie di valide motivazioni per il coinvolgimento di svariate entità, tra cui spicca diretto coinvolgimento dei consigli comunali di Bristol, Cheshire, Birmingham e Shepway, oltre al National Computing Centre e all’Università del Kent. Vi partecipano anche l’OpenForum Europe e l’Open Source Consortium, il cui direttore esecutivo, Mark Taylor, vuole così dimostrare la fallacità della teoria secondo cui “sono soltanto le amministrazioni povere ad adottare Linux”.

L'autore

  • Bernardo Parrella
    Bernardo Parrella è un giornalista freelance, traduttore e attivista su temi legati a media e culture digitali. Collabora dagli Stati Uniti con varie testate, tra cui Wired e La Stampa online.

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