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Link da non seguire

13 Giugno 2012

Link da non seguire

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Si farebbe migliore divulgazione avvicinando il pubblico all'informazione invece che nascondendola.

Sarà veramente necessario ricorrere sistematicamente allo scandalismo e alla banalizzazione quando si tratta di portare a un pubblico vasto problematiche per forza di cose complesse? Forse si potrebbe fare diversamente, nell’interesse del pubblico, della divulgazione e persino delle testate che se ne occupano, della loro autorevolezza, della presentabilità.

Per esempio, la notizia che le password italiane sono facili da rubare. Ne hanno parlato praticamente tutti. Prendiamo il Corriere della Sera:

Questa della password sta diventando una delle voci più importanti del web. Soprattutto sotto un profilo economico. Ogni anno i danni causati dal loro furto ammontano a migliaia di miliardi di dollari.

Per arrivare a uno studio scientifico si tirano in ballo Mitt Romney e LinkedIn e sta bene, sono i circenses di contorno al panem. Ma migliaia di miliardi di dollari, è veramente una cosa da scrivere? Un altro quotidiano, il New York Times, non è convinto. Girano cifre anche di un trilione di dollari, solo che le stime sono fin troppo facili da gonfiare:

Suppose we asked 5,000 people to report their cybercrime losses, which we will then extrapolate over a population of 200 million. Every dollar claimed gets multiplied by 40,000. A single individual who falsely claims $25,000 in losses adds a spurious $1 billion to the estimate. And since no one can claim negative losses, the error can’t be canceled.

Un pizzico di ragionevole dubbio sull’entità del fenomeno lo si potrebbe pure dare. Anche solo un link a un secondo parere. Se ci fosse uno straccio di un qualunque link, in tutto l’articolo. Paura che qualcuno si possa fare male? Il bello del Web è l’ipertesto, un clic e navighi.

Ma veniamo a un sunto veloce dello studio vero e proprio. A leggerlo ci si accorge che la questione delle password italiane è una briciola rispetto alle cose interessanti che vi si trovano. Per esempio, l’efficacia delle password tende a crescere leggermente con l’età. Le password scelte per proteggere carte di credito non sono particolarmente migliori delle altre.

Il clou, la notizia, anzi, la brutta notizia per gli italiani (un attacco condotto con un dizionario italiano contro password scelte da italiani ha probabilità di successo più alte che non rispetto ad altre lingue: visto che i pirati sono in stragrande maggioranza russi, cinesi, americani, non è il dramma che può sembrare) si trova dentro una tabella intestata surprisingly little language variation, la differenza tra le lingue è sorprendentemente piccola.

La notizia, insomma, è poca cosa. Si poteva rendere l’articolo anche istruttivo con un riferimento a xkcd, che spiega in in una striscia come migliorare le proprie password. Ma guai a mettere link su Internet. Sai mai che qualcuno si metta pure a seguirli.

Forza delle password

Spiegare come migliorare le password è facile.

L'autore

  • Lucio Bragagnolo
    Lucio Bragagnolo è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa di mondo Apple, informatica e nuove tecnologie con entusiasmo crescente. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive.

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