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L’inglese uccide la multiculturalità sul Web

28 Marzo 2001

L’inglese uccide la multiculturalità sul Web

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L’inglese, soprattutto con l’avvento di Internet, sembra votata a diventarne la lingua ufficiale. Ma, proprio questo fattore tende a escludere una larga fetta di persone.

Per combattere la segregazione linguistica in Internet e favorire la pace, l’UNESCO vara un progetto ambizioso dal nome inequivocabile: Babele, anche se usato in un’accezione positiva, nel senso di ricchezza culturale e di tradizioni e non di confusione.

Babele avrà il compito di togliere la predominanza linguistica all’inglese e far aumentare l’uso del cinese, dell’indù, dello spagnolo, del francese e, perché no, anche dell’italiano.
Una semplice questione di sopravvivenza per tutte queste lingue che sulla rete sono trattate come dialetti.

Secondo l’UNESCO, gli scambi sulla rete, dominati largamente dalla lingua dei sudditi di sua maestà britannica, sono una reale minaccia per circa 6 mila lingue parlate nel mondo.
“Senza cooperazione internazionale in questo campo, numerose lingue spariranno entro un decennio con il risultato di un impoverimento considerevole degli scambi culturali e le culture spariranno ipso facto – spiega l’organizzazione internazionale – Bisogna cercare un equilibrio tra la necessaria uniformità a una comprensione internazionale e la diversità di vettori della comunicazione tra gli uomini”.

Esiste un dato incoraggiante: tra il 1998 e il 2000, l’uso dell’inglese su Internet è sceso dal 75 % al 60 %.
Ma, secondo l’UNESCO, devono ancora essere fatti sforzi per favorire l’emergere di una rete di scambi multiculturali tra popoli portatori “di pace e solidarietà internazionale”.

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