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L’ICT in cerca di professionisti

20 Maggio 1999

L’ICT in cerca di professionisti

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Il settore dell'Information and Communication Technology occuperà entro il 2003 più di 5 milioni di persone in Europa. In Italia mancano 50.000 addetti già oggi (1).

L’ICT (Information and Communication Technology) è sicuramente uno dei principali motori dello sviluppo locale. In questo settore lavorano in tutta Europa almeno 4.300.000 addetti ed entro il 2003 si prevede un incremento di 1.300.000 persone, al quale non è detto si riesca a far fronte. In Italia mancano 50.000 addetti già oggi.

Sicuramente un punto debole in questo settore in crescita esponenziale è il rapporto fornitori di ICT e Pubblica Amministrazione, soprattutto a causa delle lungaggini burocratiche nella redazione dei budget previsionali.
La PA centrale e locale è informatizzata a macchia di leopardo. La spesa informatica a livello centrale si concentra solo su alcuni obiettivi e manca l’interconnessione tra centro e locale e tra centro e centro. Solo un impiegato pubblico su 4 lavora in LAN o in rete territoriale. A livello europeo un confronto con il nord Europa è sconfortante. C’è da considerare, infatti, che non mancano ormai né le leggi né i regolamenti. Manca la volontà e l’entusiasmo del cambiamento e non esistono figure forti, come il vice presidente americano Al Gore, che facciano da stimolo.

Si consideri inoltre il fatto che in altre nazioni il rapporto fornitori PA ha dato risultati entusiasmanti. L’esempio sotto gli occhi di tutti è quello della Silicon Valley, che nasce sì grazie ad un’imprenditorialità statunitense flessibile e competitiva, ma anche grazie allo scambio di esperienza e know-how tra le imprese e Università e grazie ad un forte flusso di commesse proprio dalla PA.

Un dato che vale la pena sottolineare è che nelle società informatiche un nuovo posto di lavoro creato costa un decimo rispetto ad un nuovo posto di lavoro creato nel settore metalmeccanico. Bianchi, leader di Sviluppo Italia, ha sottolineato il fatto che il ritorno di un investimento di 1.000 miliardi è superiore nell’ITC rispetto alla creazione di 80 km di autostrada, ma piuttosto di riallocare l’investimento in direzione dell’ICT si preferisce evitare di fare lo stesso.

Ecco perché in Italia la rete unitaria (il progetto RUPA promosso dall’AIPA) deve svilupparsi al più presto e con i necessari collegamenti con le piccole e medie imprese di settore presenti sul territorio. Banche dati centrali, locali e il loro collegamento non possono che stimolare lo sviluppo di nuovi posti di lavoro. Il guaio è che spesso l’ITC non rientra negli obiettivi principali delle PA, e anche se un interesse c’è, non si riescono a trovare i finanziamenti necessari.

Alcune regioni con l’ausilio di consorzi informatici a prevalenza pubblica hanno già creato delle RUPAr (regionali). Esempi virtuosi sono Marche, Emilia, Lombardia, Toscana e Piemonte.

Proprio il Piemonte, con l’ausilio del CSI (Consorzio cui partecipano tra gli altri Politecnico di Torino, Comune e Provincia di Torino e Regione Piemonte), è già in grado con la propria RUPAr di collegare oltre 350 punti, tra cui 7 provincie su 8. La RUPAr fornisce servizi quali la possibilità di un interscambio tra sistemi informativi e banche dati locali e centrali (p.e. l’Anagrafe Regionale -SAR), oltre a visure, pratiche per l’immigrazione e l’emigrazione. La Regione Piemonte si pone inoltre come autorità di certificazione per tutto ciò che riguarda la firma digitale (ne è stato recentemente emanato il regolamento).

Anche l’anagrafe sanitaria è collegata alla SAR. Vi è inoltre un osservatorio regionale sugli appalti che permette di seguire tutte le fasi di un appalto e anche il processo di attuazione dello stesso. Ovviamente non poteva mancare il servizio di carta d’identità magnetica (Torino Facile), smartcard con microchip che dà accesso a molteplici servizi, attualmente in sperimentazione, su un campione limitato di cittadini.

Mario Rey, garante per l’informatica nella PA, ha sottolineato il fatto che è importante avere la rete, ma è fondamentale che funzioni perfettamente ciò che ci sta attorno. Secondo Rey, in Italia si viaggia a due velocità in questo settore. La speranza è che chi si muove stimoli chi non lo fa.

  1. Appunti dal convegno “L’integrazione delle Regioni e degli Enti Locali nella Rete Unitaria come occasione di sviluppo per il paese” della Convention Forum P.A. ’99 a cura dell’AIPA.

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