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L’ICANN a una svolta decisiva: cambiare o morire

26 Giugno 2002

L’ICANN a una svolta decisiva: cambiare o morire

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L’ICANN è in crisi ormai da anni. Una crisi che si è accentuata in questi ultimi mesi con dimissioni a catena, lasciando questo organo di governo dell’Internet mondiale in balia di sé stessa.

Da ieri e fino a venerdì, la direzione di questo organismo, che gestisce l’attribuzione dei nomi e degli indirizzi su Internet, si riunisce a Bucarest, in Romania, per attuare riforme cruciali.

L’ICANN, che vuol dire Internet Corporation for Assigned Names and Numbers, è una organizzazione senza fine di lucro con sede a Los Angeles che, dal 1998, su designazione del governo americano amministra i nomi e i numeri di dominio.
È gestita da 19 membri, di cui 5 eletti direttamente dagli utenti Internet di tutto il mondo e, disponendo di un grande potere sui nomi di dominio, ne ha anche sulla ricerca dei siti e sull’invio della posta elettronica.

Da qualche anno l’ICANN si trova sotto il fuoco di critiche degli internauti, che l’accusano di essere troppo legata alle multinazionali, di agire troppo lentamente e di mancanza di trasparenza. Su queste accuse abbiamo riferito proprio su queste pagine negli anni scorsi.

Il problema più spinoso, forse, sta proprio nell’essere troppo legata agli Stati Uniti: molti ormai non accettano che questo organismo abbia sede in America.

Di fronte a queste critiche che hanno innescato un dibattito che non vede fine, il direttore dell’ICANN, Stuart Lynn ha proposto una totale riforma del sistema decisionale interno. Via i membri eletti dalla comunità di internauti e ingresso a una commissione interna e a organismi tecnici o governativi:
metodo molto discutibile che alcune organizzazioni di informatici e di internauti non hanno esitato a definire “mussoliniano”.

Hans Klein, direttore di un’associazione di professionisti dell’informatica non ha dubbi: “Mettete l’infrastruttura informatica globale nelle mani di 12 tecnici che si incontreranno ogni tanto, perché quello che decidono sarà applicato rapidamente”.
Secondo molti, l’efficacia a ogni costo andrebbe a scapito degli interessi degli individui e delle organizzazioni non commerciali.

Alcune associazioni hanno chiesto al governo americano di rivedere la nomina all’ICANN e di lanciare un appalto per rimpiazzarla. Altre, più radicali, ne chiedono semplicemente la soppressione.

Secondo il direttore, per rispondere a queste critiche e a queste richieste non c’è che un modo: rinforzare il ruolo dei governi mondiali nella composizione ed elezione dei dirigenti dell’ICANN.
Lo scopo è aumentare i fondi e gli effettivi dell’organizzazione, potendo così lavorare più velocemente sulle questioni urgenti come la sicurezza dei siti chiave e ridare splendore all’ICANN.

Ma cosa succederebbe se, in un’ottica di coinvolgimento in primo piano dei governi, l’amministrazione cinese, per fare un esempio, ponesse il veto su questioni cruciali per la libertà su Internet?
O se altri, ponessero Internet sulla bilancia delle convenienze congiunturali per ingraziarsi governi non proprio liberali?

Domande che speriamo si pongano i responsabili a Bucarest, in una riunione che si annuncia decisiva, anche se la decisione finale sul rinnovo o sulla soppressione del mandato all’ICANN è ancora nelle mani del dipartimento americano del Commercio, che deciderà a settembre.

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