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LibreOffice in quarta

21 Febbraio 2013

LibreOffice in quarta

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Cambio di versione e di marcia per la suite ammiraglia nel software libero, con tante novità e sfide importanti.

La suite per ufficio nata dal fork di OpenOffice.org ha superato il secondo compleanno (il primo rilascio in versione 3.3.0 è datato infatti 25 gennaio 2011) e giunge finalmente alla tanto attesa nuova versione 4.0. Numerosissime le migliorie di questa nuova major release dal punto di vista tecnico: perfezionato l’import/export di file in vari formati sia proprietari che aperti, potenziate l’apertura e la gestione di file anche molto pesanti, introdotta la possibilità di importazione di file nativi da Publisher e Visio di Microsoft, maggiore integrazione con l’app menu di Unity su sistemi Ubuntu, aggiunte interessanti feature per eventuali interazioni con iOS e Android (e addirittura c’è in cantiere una versione per dispositivi mobile).

La vera novità di questo LibreOffice 4.0 sta sotto il cofano, perché nelle intenzioni del team di sviluppo c’era un’ampia rivisitazione delle API (interfacce di programmazione), se non addirittura il più grosso cleanup da quando esiste il codice di OpenOffice.org, mossa che permetterà implementazioni e potenziamenti finora impensabili.

Le novità non sono solo di carattere tecnico (anche fosse così, non sarei la persona più adatta a discuterne); questa quarta versione rappresenta una sostanziale novità a livello di prospettiva, come ha dichiarato Charles-H. Schulz, uno dei fondatori e attuali leader del progetto:

La 4.0 è in un certo senso una versione “esistenziale”, in quanto segna il distacco dal passato, l’inserimento di nuove tecnologie e un approccio più coerente ed efficace in materia di licensing. […] La 4.0 non è solo un aggiornamento, rappresenta un cambiamento profondo per LibreOffice e ci permette di avvicinarci alla realizzazione della nostra mission: creare gli strumenti per gestione della conoscenza e i presupposti tecnici della libertà.

Mission di un certo peso, in effetti. In bocca al lupo.

Che succede intanto dall’altra parte del fork? Apache (che, per chi si fosse perso un pezzo della telenovela, ha rilevato il progetto OpenOffice.org chiamandolo appunto Apache OpenOffice) è attualmente ferma alla versione 3.4.1; anche se sul suo sito chiama all’appello tutti i volontari pronti a testare la futura 4.0. Qualcuno disponibile?

Il testo di questo articolo è sotto licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

L'autore

  • Simone Aliprandi
    Simone Aliprandi ha un dottorato di ricerca in Società dell’Informazione ed è un avvocato che si occupa di consulenza, ricerca e formazione nel campo del diritto d’autore e più in generale del diritto dell’ICT. È responsabile del progetto copyleft-italia.it, è membro del network Array e collabora come docente con alcuni istituti universitari; ha pubblicato articoli e libri sul mondo delle tecnologie open e della cultura libera, rilasciando tutte le sue opere con licenze di tipo copyleft.

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