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L’high-tech inutile (Quarta puntata)

16 Maggio 2005

L’high-tech inutile (Quarta puntata)

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"Siamo tutti nomadi digitali" e la conseguenza è che non ho più tasche per trasportare gli oggetti high-tech che "devo" avere a portata di mano tutti i giorni. Per fortuna qualche azienda ci viene in aiuto!!!

Basta, sono stanco di girare per lavoro/piacere ma sempre regolarmente carico di tecnologie varie come lo sherpa delle fiabe di mia figlia.

Quando dico stanco, non significa stufo ma proprio fisicamente stanco per il trasporto di tutta la tecnologia che “quelli” della Internet (oggi high-tech) generation si portano dietro.

Andiamo infatti a fare un veloce elenco degli oggetti che non possono mancare nello zaino del perfetto nomade digitale:

  • Fotocamera digitale (MUST TO HAVE):
  • se sei anche solo un semi-professionista qualche obiettivo extra ci vuole, ma anche se non lo sei e vuoi fare qualche foto decente da mettere sul blog personale o come sfondo per il desktop, lo devi avere e poi costano ormai poco;
  • batterie di ricambio e schede di memoria accessorie, ci sono foto che vuoi tenere “fisicamente” organizzate in posti (schede) diversi.
  • Cavettistica varia per la quale ti serve una cable pouch, altrimenti diventi pazzo a srotolare e districare cavetti vari (OBLIDGED).
  • Chiavi: scooter, casa, box, cantina, seconda casa, etc. Roba piccola ma che si moltiplica senza che tu te ne accorga e soprattutto, essendo ferro, pesa! (OBLIDGED).
  • Il mitico laptop 17″ (OBLIDGED), altrimenti come fai a lavorare in giro, scaricarti la posta, navigare su Internet, fare la tua porca figura?
  • Penne (MUST TO HAVE), non pesano per fortuna, nessuno pensi però di tornare alle elementari e ficcarsi in borsa un astuccio. Anche se a volte sarebbe veramente utilissimo, è vietato e poi è poco high-tech!
  • Zona medicine (OBLIDGED), avete presente quel mal di testa pazzesco che vi costringe a elemosinare, dal primo estraneo, strane polverine e pasticche che quasi mai corrispondono alle vostre “preferite”?
  • Telecamera digitale (versione pocket), ma solo nel caso di eventi veramente speciali da immortalare (l’hack meeting 2005), a complemento della fotocamera (OPTIONAL). Il tema batterie ovviamente si ripete!
  • Qualche documento… l’importante è NON avere una stampante “personale” a casa o in ufficio, altrimenti il qualche diventa… qualche DOX di documenti e anche a volerlo nella borsa non ci stanno (OBLIDGED).
  • Ovviamente, quasi dimenticavo, una torre portatile di DVD e CD vergini per masterizzazioni on-the-fly agli amici (MUST TO HAVE)
  • Un iPod, con la sua cavettistica varia e due cuffie per i momenti romantici di ascolto insieme alla tua lei, tipo quando eravamo al liceo e il mondo intorno a noi era invisibile: bisogna sempre averli questi momenti, se la tecnologia ci aiuta a ricrearne, sia benedetta (MUST TO HAVE).
  • Un paio di capienti dischi (HD da 80/100GB) da 2,5″ (3,5 è improponibile, dove lo metti l’alimentatore?… E poi sono troppo grandi). I dischi servono per le connessioni volanti con computer estranei per scaricare e scambiare… opps qui mi devo fermare (OPTIONAL).
  • Dimenticavo il PDA, ma dopo il mitico Newton, ho costretto il mio cellulare a assolvere anche queste funzioni, ma sono uno tra i pochi, il PDA rimane un oggetto “essenziale” oggi per moltissimi (OPTIONAL).

Come faccio a trasportarmi tutta questa roba? Vi ho salvato dalle chiavette USB varie, i cellulari doppi e tripli etc.!!! Gli zaini si moltiplicano in casa sotto il letto e le offerte di borse più o meno capienti sono ormai sotto gli occhi di tutti, sia online sia offline.

La donna e l’uomo marketing devono però riflettere su una cosa: una borsa non basta, a seconda dell’esigenza un nomade digitale ha bisogno di borse con differenti features.

La Laptrap Grandé è quello che fa per me in questo momento. Capiente per tutto e perfetta per contenere il mio mostriciattolo da 17″. Costa relativamente poco per essere una borsa professionale e, soprattutto, mi permette di risolvere due (facciamo tre) grandi problemi che mi attanagliano in questo momento:

  • Contenere tutto quello che mi serve sopra descritto, avendo allo stesso tempo poche tasche in cui frugare, per avere a portata di mano qualsiasi cavetto in circa 2 secondi. È una borsa “semplificata”.
  • Poter aprire il portatile in ogni momento libero, tra un aereo e una sala di attesa, sul tram (magari evitate se non volete che ve lo rubino) o nelle vicinanze di quell’hotspot Wi-Fi che, grazie al cielo, non è WEP-secure e al quale mi posso attaccare come ladro di banda semplicemente sganciando una chiusura. È una borsa “Plug&Play”.
  • Terzo punto il fatto che con l’arrivo dell’estate, come dice un mio caro amico, al secolo Lux, le batterie scaldano ancora di più e appoggiare il portatile sulle ginocchia con qualcosa che possa riparare la zona che i bermuda lasciano scoperta… è proprio un bel vantaggio. È una borsa “protettiva”.

Insomma, per il nomade digitale che non vuole scottarsi le ginocchia e fare sfoggio del suo portatile sempre ma proprio sempre… è l’oggetto del desiderio!!!

VOTE: 10 e lode nella lista dei gadget high-tech per i nomadi digitali. Con il cambio $/€, poi, si rischia di comprarne anche due (costa 90$ circa).

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