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L’FBI si fa infettare da un virus i computer destinati alla difesa da attacchi informatici

27 Luglio 2001

L’FBI si fa infettare da un virus i computer destinati alla difesa da attacchi informatici

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Tra le notizie curiose che ogni tanto toccano l’argomento Internet e informatica, alcune sono irresistibili.

In una nota dell’AFP si legge che l’agenzia dell’FBI incaricata di coordinare la lotta contro i pirati informatici ha ammesso di essere stata incapace di bloccare un virus inviato a uno dei propri computer e di averlo, quindi, propagato ad altri.

Che dire… Bisogna ammettere che hanno avuto il coraggio di renderlo noto, prendendosi le responsabilità.
Nel comunicato viene precisato che questo computer del Centro di protezione dell’infrastruttura nazionale (NIPC) è stato infettato martedì scorso da un virus inviato per posta elettronica. Virus che si autoriproduce e invia copie ad altri computer.

Insomma, un banalissimo worm che qualcuno ha attivato aprendo un allegato: una cosa che qualsiasi utente di buon senso sa che non si deve fare.

A giustificazione di questo, nel comunicato si legge che “Questa infezione si è prodotta anche se l’utilizzatore (quindi qualcuno ha aperto l’allegato. Ndr) aveva l’ultima versione commerciale disponibile di un software che intercetta i virus”.

Eppure dovrebbero saperlo che, di fatto, non esistono “ultime versioni” ma che, spesso, le aziende che producono antivirus rincorrono i virus che si propagano sulla Rete e aggiornano dopo aver scoperto i nuovi worm.

Comunque, “dopo la scoperta dell’infezione, il NIPC ha immediatamente messo all’opera le procedure utilizzate in caso di incidente per contenere il virus, ma non prima che il computer infettato inviasse messaggi di posta elettronica agli utenti nella rubrica di indirizzi”.

Ogni commento è superfluo a questo punto.

Il portavoce dell’FBI si è rifiutato di commentare e anche di indicare il numero di indirizzi email infettati.
Brutta figura sì, ma senza esagerare.

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